Giro delle Marche in Rosa: Eugenia Bujak reginetta ad Offida

Dopo Recanati e Loreto si chiude nell’ascolano con le vittorie di tappa per Greta Marturano e Alessia Patuelli

Offida (AP), 6 settembre 2020 – Una domenica ricca di emozioni ad Offida in occasione dell’epilogo entusiasmante del Giro delle Marche in Rosa con la firma organizzativa della Born to Win di Roberto Baldoni insieme alla Sca Offida di Gianni Spaccasassi che, sulle strade casalinghe, ha fatto le cose in grande per accogliere il meglio del ciclismo femminile a livello nazionale ed internazionale per il terzo anno consecutivo con l’alto patrocinio della Regione Marche.

Giro delle Marche in Rosa – Offida, passaggio in Piazza del Popolo

Archiviati i precedenti appuntamenti a Recanati e a Villa Musone di Loreto, la gara di chiusura si è svolta ad Offida con due competizioni distinte tra mattina e pomeriggio in base all’età delle ragazze.

Gara mattutina per le juniores (79 le partenti e 7 giri di 8,7 chilometri cadauno) agonisticamente molto vivace e ad alto ritmo con un folto drappello di pretendenti per la vittoria a prendere il comando della corsa con le scatenate Cristina Tonetti (V02 Team Pink), Giorgia Simoni (Team Lady Zuliani), Noemi Lucrezia Eremita (Ciclismo Insieme), Francesca Barale (V02 Team Pink), Sylvie Truc (Racconigi Cycling Team), Giulia Giuliani (Team Lady Zuliani), Annika Liehner (Svi, Swiss Cycling), Alice Palazzi (Awc Re Artù General System), Alessia Patuelli (Breganze Millenium), Chiara Reghini (Team Wilier Chiara Pierobon), Alice Capasso (Breganze Millenium), Greta Tebaldi (Eurotarget Bianchi Vittoria), Aurora Mantovani (V02 Team Pink) e Irene Affolati (Ciclismo Insieme).

Giro delle Marche in Rosa – Offida – L’arrivo junior Patuelli – Palazzi

Successivamente Tonetti ha preso da sola il sopravvento fino a quando non sono rinvenute sulla sua ruota Palazzi, Patuelli, Barale, Eremita e Giuliani che hanno rimescolato le carte in vista del traguardo finale. Patuelli si è resa autrice di una volata regale che non ha dato scampo alle avversarie riuscendo a resistere al ritorno di Palazzi e con il podio completato da Barale.

Pomeriggio dedicato alle élite con un parco partenti (84) di qualità a dare ancora più risalto all’aspetto tecnico della corsa, in proiezione del Giro d’Italia Femminile (Giro Rosa Iccrea) la prossima settimana e del Mondiale di Imola di fine settembre.

Giro delle Marche in Rosa – Offida – arrivo vincente dell’élite Greta Marturano.jpeg

A formare il drappello di testa all’ultimo giro oltre a Bertizzolo anche Giorgia Bariani (Top Girls Fassa Bortolo), Beatrice Rossato (Eurotarget Bianchi Vittoria), Elena Franchi (Eurotarget Bianchi Vittoria), Debora Silvestri (Top Girls Fassa Bortolo), Ilaria Sanguineti (Valcar Travel e Service), Greta Marturano (Top Girls Fassa Bortolo), Nadia Quagliotto (Cronos Casa Dorada), la slovena Eugenia Bujak (Alè BTC Ljubljana), Barbara Malcotti (Valcar Travel e Service) e Tatiana Guderzo (Alè BTC Ljubljana).

La contesa per la vittoria si è ristretta a cinque atlete sull’ultima ascesa per Offida con la progressione vincente di Marturano nel brevissimo rettilineo di arrivo, avendo la meglio di pochissimo su Bujak, Guderzo, Bertizzolo e Franchi.

Giro delle Marche in Rosa – Offida – Le maglie finali

Alla presenza di Luigi Massa (sindaco di Offida), Cristina Capriotti (assessore allo sport di Offida) e Lino Secchi (presidente del comitato regionale FCI Marche), a gioire per la conquista del Giro delle Marche in Rosa per le tre fasce Bujak tra le élite in maglia rosa, Silvestri tra le under 23 in maglia rossa e Patuelli tra le juniores, mentre a Martina Fidanza (Eurotarget Bianchi Vittoria) è andato il premio della combattività, unitamente a Caris Cosentino come miglior atleta in evidenza in seno alla società organizzatrice della Born to Win G20 Boiler Parts Ambedo. 

ORDINI D’ARRIVO

GARA ELITE

1° Greta Marturano (Top Girls – Fassa Bortolo) 87 chilometri in 2.31’39” media 34,420 km/h

2° Eugenia Bujak (Slo, Ale Btc Ljubljana)

3° Tatiana Guderzo (Ale Btc Ljubljana)

4° Sofia Bertizzolo (Fiamme Oro-Polizia di Stato) a 2″

5° Elena Franchi (Eurotarget – Bianchi – Vittoria) a 4″

GARA JUNIORES

1° Alessia Patuelli (Breganze Millenium) 60,9 chilometri in 1.48’23” media 33,710 km/h

2° Alice Palazzi (Awc Re Artù General System)

3° Francesca Barale (V02 Team Pink)

4° Giulia Giuliani (Team Lady Zuliani) a 4″

5° Noemi Lucrezia Eremita (Ciclismo Insieme)

CLASSIFICA FINALE ELITE (MAGLIA ROSA)

1° Eugenia Bujak (Slo, Ale Btc Ljubljana) 290 punti

2° Tatiana Guderzo (Alè Btc Ljubljana) 240

3° Sofia Bertizzolo (Fiamme Oro-Polizia di Stato) 215

4° Alessia Patuelli (Breganze Millenium) 185

5° Debora Silvestri (Top Girls – Fassa Bortolo) 185

CLASSIFICA FINALE UNDER 23 (MAGLIA ROSSA)

1° Debora Silvestri (Top Girls – Fassa Bortolo) 120 punti

2° Silvia Zanardi (Bepink) 110

3° Greta Marturano (Top Girls – Fassa Bortolo) 90

4° Chiara Consonni (Valcar – Travel & Service) 80

5° Giorgia Bariani (Top Girls – Fassa Bortolo) 70

CLASSIFICA FINALE JUNIORES (MAGLIA BIANCA)

1° Alessia Patuelli (Breganze Millenium) 135 punti

2° Alice Palazzi (Awc Re Artu’ General System) 125

3° Giulia Giuliani (Team Lady Zuliani) 80

4° Francesca Barale (V02 Team Pink) 75

5° Cristina Tonetti (V02 Team Pink) 65

CLASSIFICA GRAN PREMIO DELLA MONTAGNA (MAGLIA BLU)

1° Sofia Bertizzolo (Fiamme Oro-Polizia di Stato) 40 punti

2° Alice Palazzi (Awc Re Artu’ General System) 35

3° Francesca Barale (V02 Team Pink) 25

Credit fotografici di Flaviano Ossola 

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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