Giornata di pugilato interregionale al palasport di Corinaldo

In evidenza atleti fanesi, pesaresi, anconetani, fidardensi e jesini

Corinaldo, 24 maggio 2022 – Si è svolta presso il palasport di Corinaldo la manifestazione interregionale di boxe organizzata dai sodalizi sportivi Accademia Pugilistica Senigalliese e dall’Upa Pittori Ancona. Oltre alle numerose società dilettantistiche marchigiane sono intervenuti anche atleti dalle palestre pugliesi e precisamente dalle città di Andria e Molfetta.

Dodici gli incontri di varie categorie e pesi che si sono susseguiti.

Corinaldo – Premiazione dei campioni italiani Charly Metonyekpon e Mattia Occhinero. Al centro, il presidente Luciano Romanella e l’assessore allo sport Riccardo Silvi

Alla kermesse erano presenti anche il presidente del comitato regionale Fpi Luciano Romanella e l’assessore allo sport di Corinaldo Riccardo Silvi che hanno premiato i due neocampioni italiani di pugilato, l’osimano Charly Metonyekpon e l’anconetano Mattia Occhinero intervenuti per l’occasione.

Il match più avvincente è stato indubbiamente quello tra gli élite dei 69 kg. Gianluca Carlucci della Phoenix Boxe contro Nicola De Fato della Pugilistica Adriese. Incontro molto combattuto con bravura da parte di entrambi gli atleti, ma la differenza l’ha fatta sicuramente l’abilità tattica del pugile fanese che ha saputo schivare i ripetuti assalti del solido e insidioso avversario, rispondendo con rapidità e scelta di tempo con colpi ben centrati. Giusto verdetto di vittoria ai punti per Gianluca Carlucci premiato a fine manifestazione anche come miglior pugile del torneo.

Corinaldo – Canotta rossa Gianluca Carlucci, canotta blu Nicola De Fato

L’atteso match tra gli élite 60 kg. è stato vinto ai punti dall’ottimo Alex Marinelli della Pugilistica Feretrana contro Antonio Gramaccini della Tolentino Boxe. L’atleta pesarese è parso più fresco e dotato di maggiore carica mentale e agonistica rispetto al suo esperto avversario.

Match pari tra gli youth 67 kg. Lorenzo Fondi, promessa dell’Upa Pittori Ancona e Gianfranco Mastropasqua della Boxe Molfetta. Tre round di vera lotta tra i due con attacchi offensivi alternati.

Ottimo il confronto tra gli youth 63 kg. Rayen Razgui della BCC Castelfidardo e Davide Kolodziej della Pugilistica Jesina. Entrambi i ragazzi sono dotati di un innato talento per la boxe e lo hanno dimostrato boxando dalla corta e media distanza; lo jesino capace di cambiare guardia alla bisogna ed il fidardense mobilissimo sulle gambe e abile nelle schivate. Il verdetto ha premiato Davide Kolodziej, ma forse un pari sarebbe stato un giudizio più equo.

Corinaldo – Canotta rossa Rayen Razgui, canotta blu Kolodziej Davide (foto Max Petrus)

Gli altri risultati: Tommaso Ascani della Upa Pittori vince ai punti su Tommaso Scarpa della Pug. Andrese, Mirashi Giorgio della Pug. Senigalliese batte ai punti Alessio Falcioni, Mario Di Gioia della Pug. Senigalliese vince ai punti su Gianluca Intermite della Upa Pittori, Omid Fadaj della Upa Pittori batte ai punti Antonello Carelli della BCC Castelfidardo, Andrea Rotatori della Pug. Senigallia vince ai punti su Daniel Hisenai della Pug. Andriese, Nicolò Ugolini della Pug. Senigallia vince ai punti su Federico Dolciotti della Pug. Jesina, match pari tra Joele Bruschini della Pug. Settempedana e Davide Astolfi della Boxing Loreto, Federico Di Miceli della Tolentino Boxe batte ai punti Costantino Sociale della Boxing Loreto.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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