Futsal – Cus Ancona perfetto, travolto il Faventia

Carletti: “Vittoria importante che arriva in un momento critico”

Futsal – Quarta giornata Campionato Serie B girone D

CUS ANCONA – FAVENTIA 7-1 (pt 1-0)

Ancona – Chi chiedeva una risposta dopo le sconfitta di Perugia e Lucrezia è stato accontentato. Il Cus Ancona torna a sorridere e lo fa, tra le mura amiche, nel modo più fragoroso possibile. A farne le spese il Faventia di Vignoli e Lesce, sconfitto senza colpo ferire con il roboante passivo di 7-1.

E pensare che il primo tempo si era concluso con un risicato 1-0 figlio di una conclusione allo scadere di Andrè De Sousa, bravo a sorprendere l’estremo emiliano non proprio impeccabile nell’occasione.

L’esultanza dei ragazzi del Cus Ancona

Nella ripresa si è poi scatenata la furia del Cus Ancona. De Sousa, Zizzamia, Belloni e Junior si sono abbattuti sui malcapitati dirimpettai, ai quali non è riuscita nemmeno la carta del quinto di movimento.

Si chiude così 7-1 per gli anconetani che raccolgono, con pieno merito, l’ovazione dei propri tifosi. Una vittoria che permette di sorridere e acquisire morale in vista del derby con la Tenax Castelfidardo di sabato prossimo che promette spettacolo e scintille.

Da segnalare l’esordio stagione del classe ’98 Michele Centonze, impiegato nel finale da mister Carletti.

Sala Stampa

Fabio Carletti: «Partita molto tattica, soprattutto nel primo tempo dove siamo stati bravi a chiudere in vantaggio. Nella ripresa dopo essere andati sopra abbiamo difeso molto bene il quinto di movimento, allungando quando ci è stata data l’occasione. Vittoria importante che arriva in un momento critico, un plauso particolare a Diego Vittori, Junior, De Sousa, Zizzamia e Belloni che hanno messo in campo un sacrificio enorme per portare a casa il risultato».

Cus Ancona: Vittori, Sabbatini, Bianchi, Gallozzi, Fioretti, De Sousa, Zizzamia, Di Placido, Centonze, Belloni, Junior, Cologgi All. Carletti

Faventia: Conti, Tronconi, Barbieri S., Barbieri I., Lesce, Lombardi, Caria, Hassane, Cavina, Argnani, Vignoli All. Castellani

Arbitri: Lavanna di Pesaro e Mestieri di Finale Emilia

Crono: Carbonari di Pesaro

Reti: 18′ De Sousa, 2st De Sousa, 3st Zizzamia, 4st Autogol, 8’Junior, 12st Belloni, 13st De Sousa, 15st Barbieri I.

Ammoniti: Vignoli, De Sousa, Cavina, Junior, Hassane

Espulso: Caria (doppia ammonizione)

Note: Spettatori 100 circa

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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