Fidal Marche: prime nomine del nuovo quadriennio

Camilletti (vicario) e Rosei vicepresidenti del Comitato Regionale. Proposto Del Moro per il ruolo di fiduciario tecnico

Ancona. Il nuovo quadriennio del Comitato Regionale Fidal Marche ha preso il via con l’insediamento del consiglio regionale, presieduto da Giuseppe Scorzoso che è stato confermato presidente nell’ultima assemblea elettiva.

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Si è quindi iniziato a definire l’assetto del Comitato e sono stati nominati i due vicepresidenti che saranno Luciano Camilletti (vicario), di Montecassiano, e Giuseppe Agabiti Rosei, di Fabriano. Inoltre il consiglio regionale ha proposto di nominare fiduciario tecnico regionale Robertais Del Moro, ringraziando Mauro Ficerai per il proficuo lavoro svolto in questo ruolo negli ultimi otto anni, per la sua dedizione in un settore di fondamentale importanza e per i significativi risultati conseguiti, come i tanti piazzamenti di rilievo ottenuti dalle rappresentative giovanili regionali in ambito nazionale.

Questo avvicendamento infatti è un’alternanza tra due tecnici che da tempo collaborano con il Comitato regionale, e nasce dall’intenzione di continuare a fornire nuovi stimoli a un settore che è sempre stato vitale.

 

Del Moro, a destra, si congratula con Nemo, uno dei suoi allievi
Robertais Del Moro, a destra, si congratula con Nemo, uno dei suoi allievi

Del Moro, 61enne di Porto San Giorgio, ha avuto in precedenza la carica di vice fiduciario regionale e ha un’esperienza pluridecennale come tecnico di primo piano. Ad appena 18 anni di età ha frequentato il corso istruttori, mentre è diventato tecnico specialista dei salti nel 1984 e ha ricevuto la quercia al merito atletico di primo grado nel 2000.

È anche formatore per i nuovi istruttori e uno dei referenti regionali per la lotta al doping. Da molti anni partecipa ai raduni nazionali e territoriali come tecnico di salto in alto per la categoria allievi e ha fatto parte della rappresentativa italiana in diverse manifestazioni internazionali: tre edizioni del Festival olimpico della gioventù europea (Belgrado 2007, Utrecht 2013 e Tbilisi 2015), e una del Memorial Jean Humbert (Bydgoszcz 2011).

Robertais Del Moro (foto Giancarlo Colombo)
Robertais Del Moro (foto Giancarlo Colombo)

 

Uomo di campo, che ama stare a contatto con i giovani, attualmente è direttore tecnico dell’Atletica Sangiorgese Renato Rocchetti e della società Team Atletica Marche. Ha un passato anche come preparatore atletico nel basket, dal 1979 al 1993, negli anni che hanno visto salire la Sangiorgese dalla C alla serie A.

La nomina di Del Moro dovrà essere ratificata dal consiglio nazionale Fidal. Sabato 17 dicembre, presso la sede del Comitato al Palaindoor di Ancona, si terrà la prossima seduta del consiglio regionale in cui il tecnico proposto come fiduciario esporrà le sue linee di indirizzo e inoltre sarà presentato il bilancio preventivo per il 2017.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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