Due giorni di boxe esaltante a Fermo

Vincono i pugili professionisti marchigiani Nadia Flalhi (San Benedetto del Tronto) ed Eros Seghetti (Ascoli Piceno)

Fermo, 13 aprile 2022 – Week end di esaltante pugilato a Fermo con due giornate di boxe organizzate dalla società dilettantistica Nike con il patrocinio del Comune di Fermo.

Presente alla kermesse ospitata presso la palestra comunale di via Leti, il presidente della Federazione Pugilistica delle Marche Luciano Romanella che ha ringraziato pubblicamente il sindaco Paolo Calcinaro e l’assessore allo sport Alberto Scarfini, intervenuti personalmente, per il sostegno alla manifestazione sportiva.

Fermo – a sx Nadia Flalhi, a dx Aleksanda Vujovic (foto Max Petrus)

Dopo gli incontri di “Sparring Io” riservati ai giovanissimi e ad altri interessanti match disputati da atleti dilettanti ed élite provenienti da varie palestre della Regione Marche nonché dalla Toscana, Abruzzo, Emilia-Romagna, il fine settimana di boxe è culminato con due incontri professionistici di alto spessore.

Il sabato è salita sul ring Nadia Flalhi, professionista categoria pesi piuma, allenata dal maestro Roberto Ruffini della Ruffini Team, che ha incrociato i guantoni con la serba Alecksandra Vujovic.

Nel corso delle sei riprese da tre minuti ciascuna, la sanbenedettese ha dominato l’incontro nonostante calzasse un paio di stivaletti che spesso la facevano slittare.  Alla quarta ripresa la serba è stata contata dall’arbitro Sauro Di Clementi per un gancio destro al capo che l’ha messa temporaneamente in ginocchio. Al termine del match Nadia Flalhi ha vinto ai punti conquistando, senza eccessivi sforzi, la sua terza vittoria da professionista.

Fermo – a sx Aleksandar Petrovic, a dx Eros Seghetti (foto Max Petrus)

La domenica è stata la volta dei pesi mediomassimi. Eros Seghetti, ventottenne ascolano, della Ruffini Team si è battuto contro Aleksandar Petrovic di nazionalità serba.

Un match molto competitivo che ha entusiasmato il pubblico intervenuto. Dopo qualche ripresa di studio da parte di entrambi i pugili, Eros Seghetti ha iniziato a colpire duro soprattutto col suo potente diretto destro. L’avversario si è difeso ed ha comunque risposto puntualmente con ganci e montanti di cui molti finiti a vuoto; a fine match Seghetti ha vinto ai punti: sicuramente delle sei riprese disputate almeno in quattro è risultato prevalente.

Importante quinta vittoria per l’imbattuto Seghetti allenato dal maestro Roberto Ruffini, che si avvicina sempre più alla sfida nazionale dei mediomassimi.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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