Domenica nera per Pallamano Chiaravalle in A2

La femminile perde contro Prato imitata dalla maschile che si arrende in casa al Bologna United

Chiaravalle, 12 aprile 2021 – Doppia sconfitta in casa per le A2 maschile e femminile della Pallamano Chiaravalle in quella che senza dubbio è finora la domenica più nera di questo campionato.

Aprono le danze le ragazze di coach Fradi alle ore 15:30 contro la squadra capolista del girone C, Tushe Prato. Chiaravalle riesce a tenere testa alle più blasonate rivali per tutto il primo tempo, concluso 9-11, per poi cedere un po’ di margine nel secondo fino al 19-26 finale.

Il commento di Arianna Pigliapoco, ala del Chiaravalle: «Indubbiamente una partita impegnativa, non ci siamo fatte abbattere e non abbiamo mollato neanche nel secondo tempo quando il distacco cresceva. Ciò che conta è fare tesoro di questi incontri per lavorare sulle nostre debolezze».

Chiaravalle – Prato

ASD PALLAMANO CHIARAVALLE: 19
TUSHE PRATO: 26

CHIARAVALLE: Aquili, Ballabio, Costantini 1, Gurau 1, Lombardelli 5, Manfredi 5, Mariniello 2, Paialunga, Pellonara, Pigliapoco 1, Rivera 2, Simonetti, Spartà, Tanfani, Tonti 2. All. Fradi.

PRATO: Barbieri, Benelli 2, Bisori, Blaj, Borrini 6, D’Avossa, Della Maggiora, Gurra, La Franca, Lucente, Micotti 15, Niccolai, Rossi M. 2, Rossi V., Saccenti, Sandroni 1. All. Megli.

Deludente anche la prestazione della squadra maschile di Mister Cocilova che, in uno degli scontri diretti per la salvezza, non riesce a bissare la vittoria dell’andata e perde 23-27 contro il Bologna United.

Chiaravalle – Bologna United

Valerio Feroce del Chiaravalle commenta duramente la prestazione: «La partita è stata sbagliata fin dall’inizio. Siamo entrati in campo scarichi e, dopo un brutto primo tempo, nel secondo abbiamo cercato di recuperare. Con la testa eravamo già in zona salvezza, mentre Bologna pensava solo a vincere e la differenza si è vista. Siamo stati poco lucidi nei momenti importanti della gara, sbagliando cose semplici e gestendo male il nervosismo. Dobbiamo imparare ad essere più freddi e sbagliare meno da subito».

ASD PALLAMANO CHIARAVALLE: 23
BOLOGNA UNITED: 27

CHIARAVALLE: Albanesi, Alfonsi, Ballabio, Bastari, Battistelli, Brutti 8, Cognini, Feroce 2, Maltoni, Medici, Molinelli, Rumori 1, Russo 9, Santinelli 2, Tanfani 1, Vichi. All. Cocilova.

BOLOGNA: Abbassi, Bogdan 1, Cattabriga 7, Ciacco, De Giuseppe, Fioretti 2, Minelli, Manetti, Sanpetrean, Severino, Sganella 8, Sidibe E. 2, Sidibe I. 1, Simiani 1, Pidarich 5. All. Melis.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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