Derby Ancona – Fano di Coppa Italia: prezzi popolari e incasso alle popolazioni colpite dal terremoto

Ancona. In occasione della gara valida per i sedicesimi di finale della Coppa Italia di Lega Pro: Ancona – Fano Alma Juventus, in programma domani, martedì 8 Novembre 2016, alle ore 14.30 allo Stadio del Conero, la Società biancorossa chiama a raccolta tutti i suoi tifosi, non solo per sostenere la squadra nel secondo derby stagionale con il team granata (dopo quello in campionato, terminato 1-1 al “Lele Mancini”), ma anche perché il club biancorosso ha deciso di devolvere l’incasso della partita alle popolazioni colpite dal recente terremoto che ha sconvolto le regioni di Marche, Umbria e Lazio, stavolta arrecando danni anche ad alcune strutture della nostra città.

Ricordando che l’acquisto dei biglietti da parte della tifoseria ospite sarà possibile solo ai possessori della Supporter Card (Tessera del Tifoso), si rammenta che in Coppa Italia non saranno validi gli abbonamenti.

Questi i prezzi dei biglietti acquistabili nelle ricevitorie del circuito Bookingshow autorizzate.

PREZZI BIGLIETTI GARA (oltre 1,50 € diritto di prevendita):

Curva Nord: Prezzo unico € 5.00

Curva Sud Ospiti: Prezzo unico € 5.00

Tribuna Laterale: Prezzo unico € 6.00

Tribuna Centrale: Prezzo unico € 6.00

Tribuna VIP: Prezzo unico € 6.00 (solo ai botteghini di Ancona e all’Ancona Point).

Domani i botteghini saranno aperti presso le biglietterie del PalaPrometeo Estra “Liano Rossini” dalle ore 11.30.

I tifosi provenienti da Fano sono invitati a raggiungere Ancona tramite l’Autostrada A14 e ad uscire al casello Ancona Sud, più vicino allo Stadio del Cònero.

 

Redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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