Cus Ancona travolge il Cesena e viaggia spedito

Calcio a cinque - 8ª Giornata Serie B Girone D

CUS ANCONA – TORRESAVIO CESENA 7-1

Ancona – Non si ferma l’ottimo momento di forma del Cus Ancona che, nel calore del PalaCus, piega con un pesantissimo 7-1 la Torresavio Cesena seconda in classifica. I biancoverdi si confermano tra le mura amiche un autentico rullo compressore, candidandosi per le posizioni “che contano” di questo campionato.

Ancona – L’esultanza, a fine partita, dei ragazzi del Cus Ancona

E pensare che fino a ieri i romagnoli non avevano mai subito una sconfitta di tali dimensioni arrivata è bene sottolinearlo, grazie ad una prova impeccabile dei padroni di casa. Gara maschia sin dalle prime battute con Vittori che si fa trovare quando chiamato in causa. Il vantaggio al settimo minuto quando De Sousa, dopo essersi incuneato meravigliosamente tra le maglie bianconere, trova l’angolo giusto alle spalle dell’estremo cesenate.

I dorici continuano a spingere, le occasioni fioccano e al sedicesimo è Belloni a raccogliere sul secondo palo un preciso invito di capitan Junior per il 2-0 che mande le formazioni al riposo.

Nella ripresa il copione non cambia. Il Cesena prova a rimettersi in carreggiata ma, dopo soli quattro minuti, è ancora il Cus Ancona ad esultare. Stavolta tocca a Fioretti, autore di una giocata pregevole conclusa da una bordata che si insacca dritta sotto l’incrocio dei pali.

Il colpo del KO arriva al decimo. Lo assesta su calcio di rigore Marco Belloni, procurato dallo stesso giocatore di Filottrano al termine di una bella azione corale. Mister Placuzzi, per svegliare i suoi, prova a giocarsi anche la carta del power play, con effetti decisamente opposti a quelli voluti.

Vittori (autore di una grandissima prova), De Sousa e ancora Belloni rifiniscono ulteriormente il punteggio dando spazio alla girandola di cambi nel finale. Tantissimi applausi per l’ingresso in campo di Corrado Pierigè, volto storico della società biancoverde. Prima dello scadere arriva il goal della bandiera di Cesetti, bravo di testa a raccogliere una respinta del subentrato Cologgi. 7-1 al fischio finale, con Fabio Carletti e i suoi ragazzi che centrano il terzo risultato utile consecutivo e si presentano, con prepotenza, nelle posizioni d’alta classifica di questa Serie B.

Sala Stampa

Fabio Carletti“Sono felicissimo del risultato perché arriva in un momento delicato e contro un avversario molto forte ed organizzato. Abbiamo diversi uomini out, non sempre riusciamo ad allenarci con tutti gli effettivi ma se siamo riusciti ad offrire una prestazione così grande i meriti vanno anche al nostro preparatore atletico Squartini e al fisioterapista Morresi. Dobbiamo continuare su questa strada e incamerare quanti più punti possibile. È prematuro parlare di ambizioni, adesso l’importante è dare continuità e affrontare ogni gara con attenzione. A cominciare dalla trasferta di Forlì, che sarà tutto tranne che una passeggiata. La speranza è di recuperare qualche acciaccato in settimana”

CUS ANCONA: Vittori, Pellegrino, Bianchi, Fioretti, De Sousa, Zizzamia, Qorri, Belloni, Junior, Cologgi All. Carletti

TORRESAVIO CESENA: Cassano, Bonandi, Cesetti, Salles, Liistro, Pasolini, Pesaresi, Pulini, Simone, Sintuzzi, Tonetti, Fernandito All. Placuzzi

Arbitri: Kreso di Trieste e Tasca di Treviso

Crono: Sorci di Pesaro

Reti: 7′ De Sousa, 16′, Belloni, 24′ Fioretti, 30′ Belloni (Rig), 34′ Vittori, 35′ De Sousa, 36′ Belloni, 40′ Cesetti

Ammoniti: Junior, Belloni, Salles, Bianchi, Pasolini

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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