Cus Ancona fa il blitz a Forlì e vola terzo in classifica

Calcio a cinque - 9ª Giornata Serie B Girone D

FORLI’ CALCIO A 5 – CUS ANCONA 1-3

Forlì – Non si ferma la marcia del Cus Ancona che centra, con il successo esterno di Forlì, la sua quarta vittoria consecutiva dopo quelle ottenute con Alma Juventus Fano, Corinaldo e Torresavio Cesena.

Gli uomini di Fabio Carletti viaggiano dritti spediti da ormai un mese e, al momento, stanziano con pieno merito al terzo posto in classifica, alle spalle di Buldog Lucrezia e Tenax Castelfidardo. Tre punti fondamentali per continuare a sognare, arrivati al cospetto di un avversario che da ultimo in classifica ha mostrato di avere ben poco. 1-3 il risultato finale, con i dorici che hanno legittimato il blitz soprattutto nella seconda frazione, dopo un primo tempo concluso sul parziale di 1-1.

Forlì – Cus Ancona

Decisive la doppietta di Marco Belloni e l’ennesimo centro di Francesco Zizzamia, due degli elementi simbolo di questa risalita biancoverde iniziata dopo un inizio di stagione tutt’altro che roboante. In mezzo, per i romagnoli, la rete di Pozzovivo che ha illuso per parte della gara prima del sorpasso e della gestione da parte di Junior e soci.

Una vittoria, come detto, che apre scenari di classifica impensabili quaranta giorni fa, con il Cus Ancona terza forza di questa Serie B che ora dovrà ricevere il Futsal Cobà. La partita di sabato contro gli Sharks assumerà le sembianze di un vero e proprio esame di maturità. Dove può arrivare questa squadra? Tra sette giorni sicuramente ne sapremo di più…

Sala Stampa

Marco Belloni: “Una vittoria importantissima quella ottenuta soprattutto perché conoscevamo molto poco dell’avversario. Faccio i complimenti a tutti i miei compagni e allo staff perché è un successo di tutti che ci fa capire le nostre enormi potenzialità. Dobbiamo continuare a lavorare così allenamento dopo allenamento partita dopo partita, perché se mettiamo in ogni gara la voglia di vincere delle ultime uscite possiamo divertirci contro ogni avversario. Sabato con il Cobà sarà una partita totalmente differente, anche visto il grande valore della rosa avversaria. Ci vorrà fame, la nostra fame. La società fa bene a tenere un profilo umile, siamo noi giocatori con le nostre ambizioni a livello personale a dover fare la differenza

FORLI’ CALCIO A 5: Casagrande T., Bonetti, Pozzovivo, Mozzoni, Lucchese, Naldini, Cangini Greggi, Casagrande B., Bandini, Sula, Gardelli, Simoncelli All. Matteucci

CUS ANCONA: Vittori, Pellegrino, Sabbatini, Lamberti, Fioretti, De Sousa, Zizzamia, Bartolucci, Qorri, Belloni, Junior, Marchionne All. Carletti

Arbitri: Fongoli di Terni e Lacrimini di Città di Castello

Crono: Bianchi di Perugia

Reti: 5′ Belloni, 18′ Pozzovivo, 21′ Zizzamia, 30′ Belloni

Ammoniti: Belloni, Lucchese

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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