Crocevia per la Pallamano Chiaravalle contro Bologna

Gli incontri di A2, maschile e femminile, trasmessi in diretta streaming

Chiaravalle, 10 aprile 2021 – Domenica 11 aprile. entrambe le squadre di A2 della Pallamano Chiaravalle scenderanno in campo in casa: la femminile contro Tushe Prato, la maschile contro il Bologna United. Ed è proprio per la compagine maschile guidata dal mister Cocilova che si preannuncia il match più delicato, quello che permetterebbe il sorpasso in classifica di ben due società: Verdeazzurro e Casalgrande, portando Chiaravalle a quota 17 punti.

«Non dobbiamo fare l’errore di prendere sottogamba il Bologna United – le parole del presidente Maltoni nel pre partita – è una squadra che vale molto di più dei quattro punti che ha in classifica e per vincere dobbiamo usare la testa, proprio come abbiamo fatto nel match di andata a casa loro».

La squadra femminile invece se la vedrà contro Tushe Prato. Sulla carta il risultato non è in discussione in quanto le pratesi sono prime in classifica avendo finora dominato il girone C, ma con il ritorno di qualche giocatrice che era rimasta fuori nelle scorse giornate Chiaravalle ha la possibilità di tentare lo sgambetto in casa.

A fine mese poi, le due squadre si incontreranno di nuovo nelle finali nazionali di Youth League Under 20 proprio a Prato. I due match di A2 verranno trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook della Pallamano Chiaravalle.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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