Come gestire un’associazione sportiva dilettantistica

Presentazione del primo ebook edito dalla Scuola regionale dello Sport del Coni Marche

Il volume innovativo, una guida pratica per i dirigenti sportivi alle prese ogni giorno con normative complesse ed in continua trasformazione.

Un vademecum consultabile con facilità ed ovunque, grazie al formato digitale, che consente anche il suo costante aggiornamento

 

Ancona – Cosa significa gestire una società sportiva dilettantistica? Quali sono gli obblighi normativi? Quali gli adempimenti amministrativi e burocratici? Domande alle quali non sempre è facile dare una risposta, perché se è la passione per lo sport a far muovere tutto, la dedizione non basta.

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Servono competenza e preparazione. Per questo la Scuola regionale dello Sport del Coni Marche, in collaborazione con l’avvocato Barbara Agostinis, docente di Diritto dello Sport all’Università di Urbino “Carlo Bo” e docente della SRdS Marche, ha promosso la realizzazione di un vero e proprio vademecum a portata dei dirigenti sportivi per aiutarli a districarsi nel mondo di regole e leggi.

È così che nasce l’ebook “Gestire un’associazione sportiva dilettantistica: la normativa nazionale e regionale” di Barbara Agostinis.

Il volume sarà presentato oggi, sabato 25 febbraio alle 10, presso la sala Terzo Censi del Coni Marche (PalaRossini Ancona). Si tratta di una pubblicazione innovativa, il primo libro online edito dalla Scuola del Coni Marche, e di grande utilità.

Innovativa a partire dal formato, trattandosi di un ebook, il libro sarà facilmente aggiornabile, restando così sempre al passo coi tempi, visti anche i continui cambiamenti in questa materia. Utile perché è un manuale completo, una sorta di guida pratica per i dirigenti sportivi che potranno consultarlo con facilità, ovunque ed in ogni momento, dato il suo formato digitale e compatibile anche con smartphone e tablet, trovando tutte le risposte a dubbi e perplessità.

 

Germano Peschini, presidente Coni Marche
Germano Peschini, presidente Coni Marche

Interverranno:

  • Barbara Agostinis, avvocato e docente di Diritto dello Sport all’Università di Urbino “Carlo Bo”, docente SRdS Marche, Componente Collegio di Garanzia dello Sport – V sezione;
  • Carlo Castagna, docente, responsabile laboratorio di Metodologia e Biomeccanica applicata al calcio Settore Tecnico Figc-Coverciano, responsabile per la metodologia dell’allenamento Aia Figc, referente area documentazione e ricerca SRdS Marche;
  • Marcello Marchioni, docente, referente nazionale della Scuola dello Sport;
  • Germano Peschini, presidente Comitato regionale Coni Marche;
  • Fabio Sturani, Componente di Giunta Nazionale CONI

 

redazionale

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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