Calcio Femminile – Open day per le ragazze alla Giovane Offagna

Un successo oltre le attese con atlete provenienti da Ancona, Polverigi, Osimo e Castelfidardo

Offagna, 26 agosto 2022 – L’open day di calcio tutto al femminile organizzato dalla Giovane Offagna è stato un vero successo. Sia in fatto di numeri, vi hanno partecipato ben 24 ragazze di ogni fascia di età per la maggior parte provenienti da Ancona, Polverigi, Osimo e Castelfidardo, sia in fatto di entusiasmo e divertimento allo stato puro.

Sul terreno di gioco dello stadio Raimondo Vianello, le ragazze agli “ordini” di Mister Massaccesi, del preparatore dei portieri Silvano Cingolani e di due validi aiutanti provenienti direttamente dalla prima squadra, Pincini (Pincio) e Toresani (Lautaro), hanno svolto una serie di esercizi psicomotori, di conduzione di palla e giochi di squadra, tutto con lo scopo di passare del tempo insieme divertendosi.

Parole di soddisfazione e orgoglio da parte del presidente Andreoli, che ha rimarcato come: «La società e tutti i dirigenti puntino fortemente allo sviluppo del movimento femminile ad Offagna, tanto che da quest’anno è stata iscritta per la prima volta la squadra Under 15 per svolgere il suo primo campionato provinciale».

Le ragazze inizieranno la preparazione lunedì 29 agosto e non vedono l’ora di tornare ad indossare gli scarpini (rigorosamente a tredici tacchetti) e a sudare, anche loro concentrate nel misurarsi con le altre realtà del calcio femminile nelle Marche.

Va rimarcato che ad Offagna non c’è solo l’Under 15; il calcio in “rosa” è aperto a tutte le ragazze dai 6 ai 15 anni. Per informazioni è possibile contattare la segreteria al 351 618 67 44.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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