Auto: A Christian Merli la 28ª edizione della Sarnano-Sassotetto

Nelle auto storiche vittoria del fiorentino Stefano Peroni su Martini MK 32

Sarnano (MC), 6 agosto 2018 – Christian Merli continua la sua fantastica stagione vincendo per la prima volta anche nel Trofeo Scarfiotti, salendo sugli 8.877 metri del percorso maceratese con un ottimo crono avvicinando decisamente il record.

Sarnano – Christian Merli su Osella Fa30-Zytek LRM

Rispetto alle prove di sabato ha fatto un grande passo in avanti il giovane orvietano Michele Fattorini, che ha raggiunto la seconda piazza assoluta lasciandosi alle spalle il sassarese Omar Magliona (Norma M20FC-Zytek) e il catanese Domenico Cubeda (Osella Fa30-Zytek).

Classifica assoluta:

1° Merli (Osella Fa30-Zytek LRM) in 3’44”97; 2° Fattorini (Osella Fa30-Zytek) 3’48”82; 3° Magliona (Norma M20FC-Zytek) 3’48”93; 4° Cubeda (Osella Fa30-Zytek) 3’55”15; 5° Marino (Lola B99/50-Zytek) 3’59”95; 6° Liber (Gloria C8P Evo) 4’04”44; 7° Pezzolla (Osella Pa21J) 4’08”06; 8° Lombardi (Osella Pa21Jrb) 4’11”06; 9° Farris (Osella Pa2000 Evo) 4’23”13; 10° Dondi (Fiat X1/9) 4’23”84.

Nell’altra prova del Trofeo Scarfiotti, il Campionato Italiano Velocità Salita Auto storiche, finalmente i protagonisti di questo affascinante campionato hanno avuto il piacere di disputare la corsa su fondo asciutto, dopo tre edizioni condizionate dalla pioggia.

Sarnano – Auto storiche: Stefano Peroni su Martini MK32

Il previsto duello al vertice tra il fiorentino Stefano Peroni ed il senese Uberto Bonucci ha visto prevalere il pilota fiorentino della monoposto Martini MK32 di formula 2 che ha soffiato per pochi decimi l’alloro assoluto al rivale alla guida della sua fedele Osella Pa9/90: un piccolo errore è stato fatale al senese.

I due si sono finora alternati sul gradino più alto del podio nelle gare tricolori che li vede sempre protagonisti. Peroni è arrivato anche a pochi decimi dal record del percorso che appartiene all’abruzzese Stefano Di Fulvio. Nell’assoluta, più distanziato è risultato al terzo posto il pisano Piero Lottini e quarto è stato l’osimano Antonio Angiolani su March-Toyota.

Classifica assoluta:

1° Peroni (Martini MK32) in 4’19″60; 2° Bonucci (Osella Pa9/90) 4’19″91; 3° Lottini (Osella Pa9/90) 4’34″03; 4° Angiolani (March 783-Toyota) 4’44″12; 5° Fiume (Osella Pa8/9) 4’52″57; 6° Nocentini (Chevron B19) 4’56″41; 7° Gallusi (Porsche 911SC) 5’04″83; 8° Palmieri (De Tomaso Pantera) 5’07″20; 9° Polledro (Formula Fiat-Abarth) 5’10″15; 10° Motti (Porsche Carrera RS) 5’10″66.

 

redazionale

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

© riproduzione riservata


link dell'articolo