Atleticando: sport e solidarietà con i giovanissimi al Palaindoor

Grande partecipazione alla manifestazione promozionale degli esordienti dai 6 ai 10 anni per i bambini del Salesi

Ancona. Anche quest’anno il Palaindoor di Ancona ha aperto le porte ai più giovani per un evento promozionale: Atleticando”, una vera e propria festa degli esordienti dai 6 ai 10 anni per provare l’atletica.

una panoramica
Una panoramica della grande partecipazione di giovani atleti al Palaindoor di Ancona (foto Davida Ruggieri)

La manifestazione, indetta da Atletica Falconara e Sport Dlf Ancona con la collaborazione del Comitato Regionale Fidal Marche, ha visto coinvolti quasi 300 ragazzi con tanti spettatori al seguito e ha consentito a tutti di svolgere un’attività continua, con gare a tempo disputate in simultanea ruotando su diverse stazioni.

Gli esordienti nati nel 2006-07 si sono cimentati nella corsa veloce, nel salto in lungo, in un percorso “impossibile” e nel lancio del peso, mentre la fascia di età inferiore (2008-09), ha affrontato la corsa, un percorso di abilità, un lancio di precisione e la staffetta a navetta. Infine i nati nel 2010 guidati da istruttrici “clown” sono stati impegnati in varie attività tra cui corsa, percorsi, giochi di squadra.

Prove di salto e corsa
I giovanissimi in azione: si sono misurati in prove di salto e corsa (foto Davida Ruggieri)

Le istruttrici dei piccolissimi si sono vestite da clown per richiamare alla mente di tutti l’Ospedale Salesi, luogo dove anche con la clownterapia si curano i bambini, e quindi per sottolineare un altro valore introdotto in questa manifestazione: la solidarietà. Infatti era previsto che il ricavato delle iscrizioni fosse donato alla Fondazione dell’Ospedale Salesi a sostegno dei suoi progetti.

La grande sensibilità manifestata dalle società, dai genitori e dai bambini è stata la risposta a questo obiettivo. Sono stati incassati 605 euro, immediatamente donati alla Fondazione che ha espresso il suo ringraziamento per la donazione ricevuta, congratulandosi per il buon ambiente che si respirava al Palaindoor.

Clown
Le istruttrici vestite da clown in mezzo ai bimbi di “Atleticando” 2016 (foto Davida Ruggieri)

La manifestazione è iniziata con la sfilata dei piccolini sotto gli applausi della tribuna, per poi continuare con un piccolo riscaldamento prima di iniziare contemporaneamente le attività in ogni angolo della pista per quattro turni di 20 minuti ciascuno, e finire con una magnifica “ola” dei bambini radunati sotto la tribuna.

Un successo che è da attribuire anche all’attenta, spontanea e apprezzata collaborazione di tutte le società, sia nella gestione delle stazioni che nel coordinamento dei gruppi.

 

Una suggestiva inquadratura dei bambini in azione al Palaindoor (foto Davida Ruggieri)
Una suggestiva inquadratura dei bambini in azione al Palaindoor (foto Davida Ruggieri)

Per l’esattezza hanno partecipato 287 ragazzi, in rappresentanza di 15 società: Atl. Osimo, Atl. Fabriano, Atl. Falconara, Atl. Vallesina, Sef Stamura Ancona, Sport Dlf Ancona, Atl. Amatori Osimo, Collection Atl. Sambenedettese, Atl. Sangiorgese R. Rocchetti, Atl. Civitanova, Atl. Ama Civitanova, Polisportiva Montecassiano, Atl. Avis Fano-Pesaro, Cus Urbino, Anthropos Civitanova.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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