Aperte le iscrizioni per il Camp Ufficiale dell’Ancona Calcio

Ad Ancona e Cingoli una settimana totalmente dedicata ai ragazzi dai 5 ai 14 anni che amano il calcio e il divertimento

Ancona, 28 aprile 2022 – «L’ idea nasce per avvicinare sempre di più i ragazzi e i giovani al nome dell’Ancona, perché riteniamo fondamentale radicarci nel territorio e cercare di aumentare il valore dei nostri giovani e del brand Ancona, continuando a rapportarci in maniera proficua con le Società e il territorio della nostra regione. I camp estivi sono importanti momenti di aggregazione per i giovani, sono step fondamentali di conoscenza per i tecnici e di confronto per la Società per capire quali sono i valori dei giovani a cui ci riferiamo. Crediamo molto nello sviluppo del Settore Giovanile, il nostro progetto continuerà sempre a svilupparsi sotto questo punto di vista e con questa ideologia».

A parlarne è la dg dell’Ancona Calcio Roberta Nocelli, che presenta i camp estivi riservati ai ragazzi dai 5 ai 14 anni.

Roberta Nocelli, dg dell’Ancona Matelica

Abbiamo deciso insieme al direttore tecnico Alberto Virgili, al responsabile Leonardo Scodanibbio e tutti i collaboratori del settore giovanile biancorosso – spiega la Nocelli – di organizzare queste due formule di Camp ufficiale per venire incontro alle esigenze di tutte le famiglie».

La prima opzione è quella del “Full Camp” che si svolgerà a Cingoli, città dell’entroterra che grazie alle sue strutture, sia sportive che ricettive, favorisce soggiorni lunghi ed esperienze di questo tipo. Dal 19 al 25 giugno stadio Aldo Spivach con pernottamento 450,00 euro.

L’altra opzione è quella del “Day Camp” che si svolgerà ad Ancona allo stadio Dorico. Questa modalità, pur lasciando inalterata per i ragazzi la possibilità di socializzare e di riprendersi i propri spazi vitali di gioco e formazione, importantissimi dopo il Covid, oltre ad alleggerire l’impegno economico, permette ai partecipanti, specie ai più piccoli, di non allontanarsi dalla famiglia per una settimana, ma di tornare a casa ogni sera. Dal lunedì al venerdì: 4-8; 11-15; 18-22; 25-29 luglio.

Anche nel soggiorno di Cingoli sarà comunque possibile scegliere l’opzione Day al posto della Full se si desiderasse far rientro alla propria abitazione al termine di ogni giornata.

«Per noi è motivo di orgoglio – conclude la Nocelli – essere riusciti a coinvolgere i nostri tecnici e tutto il nostro staff organizzativo in queste iniziative, di enorme valore sia per il presente che per il futuro. Ci piacerebbe vedere tantissimi ragazzi che vengono a cimentarsi in queste settimane di giochi, indipendenza e crescita personale. Questo tipo di esperienza è altamente utile per loro ed un valore aggiunto per le famiglie, aiutando entrambi a prendere conoscenza di un possibile futuro.

I Settori Giovanili più importanti, come quelli di Serie A e Serie B, arruolano giocatori sempre più in tenera età per costruire insieme un percorso tecnico e formativo. È questa l’ottica in cui guarda l’Ancona Matelica, dove si lavora sempre con umiltà e lungimiranza per trasferire valori importanti».

Nel sito ufficiale dell’Ancona Matelica tutti i dettagli per scegliere la formula più adatta alle proprie esigenze:

Day Camp Ancona (senza pernottamento):

https://anconamatelicashop.com/products/ancona-day-camp

Day Camp Cingoli (senza pernottamento):

https://anconamatelicashop.com/products/cingoli-day-camp

Full Camp Cingoli (con pernottamento):

https://anconamatelicashop.com/products/cingoli-full-camp

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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