Ancona – Volley femminile B1: Conero Planet in rodaggio

Doppio test nel weekend che lascia interrogativi

Pallavolo femminile – serie B1

Ancona, 23 settembre 2018 – Il doppio confronto sulla distanza dei tre set, prima contro Perugia, neopromossa in B1 e poi contro Offida, squadra di B2, è stato utile per valutare il lavoro fatto finora dalla Conero Planet. L’assenza prevista di Da Col e poi quella dell’ultimo minuto di Bellucci ha decisamente abbassato l’età media e di esperienza della squadra nel reparto delle schiacciatrici disponibili con le classe 2003 Cicchitelli e Borgognoni all’esordio in prima squadra.

Ancona – La Conero Planet 2018/2019

Coach Bacaloni ha ruotato tutte le ragazze a disposizione: «Era importante testare la condizione di tutte per ripartire in questa ultima fase della preparazione nella quale dobbiamo lavorare più di squadra – ha sottolineato – Finora ci siamo concentrati molto sul lavoro analitico perché avendo tante giovanissime c’era necessità di cementarne le capacità tecniche a partire dalla ricezione e dall’attacco. L’intesa è ancora da affinare e in battuta possiamo e dobbiamo crescere».

Insomma c’è tanto lavoro da fare ma Bacaloni predica calma: «Il risultato davvero non mi interessava perché sapevo che per noi sarebbe stata dura, però potevamo fare qualcosa meglio anche se Perugia è una squadra molto rodata già dalla scorsa stagione e Offida ha elementi molti esperti».

Tra le note più liete, da segnalare la prestazione di Giombini e Penna ed il buon primo match giocato dal capitano Alessandrini sulla quale si è basato gran parte del gioco offensivo, in attesa che Giuliodori raggiunga una buona condizione fisica, e di recuperare Da Col e Bellucci dalle quali ci si aspetta tanto.

«Ora abbiamo davanti una settimana di lavoro duro e sabato contro Corridonia, subito dopo la presentazione di tutte le squadre, sono certo che faremo una figura decisamente migliore – conclude il tecnico della Conero – Bisogna avere pazienza ma siamo consapevoli delle nostre qualità e ci alleneremo per farle emergere».

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

© riproduzione riservata


link dell'articolo