Ancona – Under 12 della Stella D’Oro: piccole, ma neanche tanto!

Giovanissime calciatrici crescono. La parola ai tecnici

Ancona, 20 novembre 2019 – È questa l’opinione unanime dei due mister alla fine di una partita Under 12 giocata nel pomeriggio della scorsa domenica tra Stella D’Oro e Recanatese sul terreno dei campi della Figc ad Ancona in Via Schiavoni, il campo di casa della Stella D’Oro, dove le ragazze di entrambe le squadre hanno messo gambe e cuore ma, soprattutto, tanta voglia di imparare e migliorarsi.

Ancona – Un’azione di gioco di Stella D’Oro – Recanatese Under 12 femminile

Queste le impressioni a caldo di Francesco Bonsignore, allenatore Under 12 Stella D’Oro:

Mister, come ha visto la partita oggi, e le ragazze?

Le ragazze stanno migliorando e lo stiamo notando ogni giorno di più. Prima avevano un po’ timore del pallone, ora hanno iniziato a spostarsi, ad applicare i movimenti visti in allenamento e ad avere soprattutto più grinta. Cominciamo a giocare sul serio, lo abbiamo visto anche di là del goal, che comunque aumenta il morale. Hanno visto che possono fare sempre qualcosa di più concreto, non solo difendersi. Pian piano la loro preparazione verrà fuori e si affermerà, vedendosi con costanza tutte le settimane agli allenamenti”.

Quali le impressioni su questo campionato under 12 dopo le prime giornate di avvio?

Si vede ovviamente una differenza, molte ragazze della nostra formazione hanno iniziato quest’anno mentre la Recanatese ad esempio gioca da almeno 3 anni. Quest’anno per le nostre ragazze è un anno di transizione, i miglioramenti effettivi si vedranno meglio dal prossimo, ma già questo è un campionato interessante, seguiteci e sosteneteci nelle prossime partite”.

Ancona – La formazione U12 della Stella D’Oro scesa in campo contro la Recanatese e il loro mister Francesco Bonsignore

Parole ottimiste anche da Alessandro Leita allenatore della Recanatese:

Alessandro, com’è andata questa partita?

Bene, è stata entusiasmante, vedere queste ragazze giocare tra loro è uno spettacolo. Ho visto queste bambine mettercela tutta per fare il meglio possibile. Chiaramente devono crescere, stanno in fase di crescita. Ci sono tante lacune ancora, ma colmarle sta a noi allenatori. Finora avevo allenato i maschi, ora inizio a lavorare con le ragazze, con l’uno contro uno, è fondamentale e i risultati già si vedono sul campo, sia per le mie della Recanatese sia per le ragazze della Stella d’Oro”.

Anche le giovani calciatrici, al termine della partita, hanno avuto modo di dire la loro:

Alice: “A noi il goal di Jennifer ci è piaciuto tanto, perché ci ha dato tanto!

Ilaria: “Io mi sono divertita! Da ora vogliamo fare di meglio!

Elisa: “Io mi son fatta male alla caviglia mannaggia! Son dovuta uscire, non ce la facevo, peccato perché mi stavo divertendo, ma comunque ora è passato tutto!

Domenica prossima 24 novembre le piccole dell’Under 10 saranno in trasferta a Pesaro dove incontreranno alle 10 le loro coetanee della Vis, le Under 12 alle 15:30 incontreranno al Giuliani di Torrette l’Ancona Respect 2001.

di Silvia Tamburriello


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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