Ancona saluta il 2016 con il ciclocross

Bici e fango nei prati antistanti il Del Conero e il PalaRossini

Ancona – Ultimo dell’anno inedito e con una gara di ciclocross nell’anconetano. Domani andrà in scena nei prati antistanti lo Stadio del Conero e il PalaRossini la prima edizione del Cross Ancona.

Lo spettacolo della partenza di una gara di ciclocross
Lo spettacolo della partenza di una gara di ciclocross

Una mattinata piena zeppa di competizioni per tutti i gusti ed età nei pressi dello stadio del Conero. Il via alle ore 10 con gli Allievi ed Esordienti.

A seguire i Giovanissimi G6. Alle 11 gli Open, Juniores, Master Woman, Junior Sport e categorie dalla M4 alla M8. A mezzogiorno scatteranno gli Open M, Elite sport e dagli M1 agli M3. Chiuderà il ricco programma di competizioni una manifestazione promozione e un buffet e le premiazioni dalle ore 13,45.

L’organizzazione della gara è a cura del Pedale Chiaravallese e del team Ciclocross Agugliano. Sono ben oltre 130 gli iscritti. Tra cui il campione italiano Gabriele Torcianti del Pedale Chiaravallese che vorrà primeggiare nella categoria Allievi.

Il campione italiano allievi Gabriele Torcianti
Il campione italiano allievi Gabriele Torcianti

Da rimarcare la presenza anche di altri marchigiani tra cui Pietro Pavoni. Presente anche il campione italiano e azzurro Antonio Folcarelli oltre a Patrick Favaro, nazionale in Coppa del Mondo di ciclocross, Michele Salza e Valeria Pompei. Atleti regionali, ma che arrivano anche dalla Romagna e dalla Toscana.

Insomma il 2016 si chiude in modo insolito per Ancona, ma alquanto appassionate per gli amanti del pedale che non si vorranno perdere la prima edizione di una manifestazione che promette spettacolo ed emozioni.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

© riproduzione riservata


link dell'articolo