Ancona – Novità giuridico-fiscali nello sport dilettantistico

Ne hanno discusso in un seminario il direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini e il presidente del Coni Marche Fabio Luna

Ancona, 19 maggio – Novità giuridico-fiscali ed agevolazioni nello sport dilettantistico, l’ultimo seminario di aggiornamento sulla nuova disciplina in materia, introdotta dall’ultima legge di Bilancio, ha visto come ospite d’eccezione il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini.

Massima disponibilità da parte dell’Agenzia a fare il possibile per semplificare l’applicazione delle nuove disposizioni per le società sportive è stata espressa nella sala gremita della Figc di Ancona dal direttore Ruffini. «È nostro dovere – ha affermato – Non sempre la complessità dell’Agenzia è nota e compresa dai contribuenti, ma noi dobbiamo essere un interprete in grado di semplificare il più possibile gli adempimenti per avvicinare le persone al fisco».

Ancona – Il tavolo dei relatori al seminario di aggiornamento della Figc dorica

Un aspetto determinante affinché le società sportive possano usufruire realmente delle molte possibilità di agevolazioni introdotte dall’ultima legge di Bilancio. Fondamentale, in questo senso, sarà l’emissione della circolare al riguardo.

Il documento stabilirà le procedure e gli adempimenti concreti a carico delle società, dunque, determinante è il coinvolgimento del CONI massima espressione del mondo sportivo. «I tempi di pubblicazione saranno brevi, ma adeguati alla complessità del tema – ha sottolineato Ruffini –. Stiamo lavorando affinché venga elaborata in maniera chiara e trasparente». 

Ancona – La sala gremita di pubblico

A far presente le preoccupazioni delle società sportive nell’applicare correttamente la nuova normativa ed il loro timore nel possibile aumento degli adempimenti in merito, il presidente del CONI Marche, Fabio Luna. «Le opportunità positive introdotte dall’ultima legge di Bilancio per quanto riguarda lo sport dilettantistico sono un dato di fatto – ha premesso Luna – ma spesso la poca chiarezza nelle norme, che a volte destano incertezze interpretative, limitano l’operatività delle società sportive che,  nella paura di sbagliare e di incorrere in controlli e sanzioni per errori commessi in buona fede, si avvicinano con timore alle novità pur positive».

Insieme al direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Ruffini, al presidente della commissione Fisco CONI, Mancino, ed al presidente del CONI Marche Luna, sono intervenuti al seminario i docenti della Scuola regionale dello Sport delle Marche, il commercialista Giuliano Sinibaldi e l’avvocato Barbara Agostinis.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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