Ancona – Montevarchi, nuova capienza stadio, storia e news

Serie C girone B nona giornata andata sabato 16 ottobre, ore 17.30 – stadio Del Conero. I Convocati

Ancona, 15 ottobre 2021 – Con l’entrata in vigore del DL 8 ottobre 2021, n. 139 “Disposizioni urgenti per l’accesso alle attività culturali, sportive e ricreative, nonché per l’organizzazione di pubbliche amministrazioni e in materia di protezione dei dati personali, il cosiddetto Decreto-legge “capienze”, lo stadio Del Conero a partire da domani potrà aprire le sue porte al pubblico per la percentuale del 75%.

I posti disponibili subiranno dunque le seguenti variazioni:

in Curva Nord si passerà da 1.500 a 2.250 posti

in Tribuna Coperta da 1.400 a 2.160 posti

in Curva Sud da 500 a 750 posti

Allo Stadio continueranno a valere tutte le prescrizioni in essere: obbligo di Green Pass, sanificazione mani, utilizzo dispositivi personali, misurazione temperatura e rispetto distanze interpersonali.

I convocati

Per i biancorossi indisponibili Sereni, Ruani e Delcarro. Torna nei convocati capitan Papa. Aggregato dalla Primavera il centrocampista classe 2003 Pecci che vestirà la maglia numero 34.

Di seguito l’elenco dei giocatori convocati per la gara di domani: Avella, Bianconi, Canullo, D’Eramo, Del Sole, Di Renzo, Faggioli, Farabegoli, Gasperi, Iannoni, Iotti, Masetti, Maurizii, Moretti, Noce, Papa, Pecci, Rolfini, Sabattini, Tofanari, Vitali, Vrioni.

Alle ore 18 del 15 ottobre la dg Roberta Nocelli ha comunicato che a quell’ora sono stati venduti 2.100 tagliandi.

Roberta Nocelli, dg dell’Ancona Matelica

Un po’ di storia e news

  • Ad Ancona i confronti tra le due squadre sono sei: 1 vittoria biancorossa (2-1 nella serie C 1975/76), 3 pareggi (tutti per 1-1, ultimo nella serie C-2 2005/06) e 2 successi valdarnesi (ultimo 2-1 nella serie C-2 2004/05). Ospiti sempre in rete nelle Marche: 7 gol totali.
  • Ancona scatenata dopo la pausa: 5 reti biancorosse su 15 totali (un terzo esatto) segnate tra 46’ e 60’ di gara.
  • Michael D’Eramo unico calciatore del girone B 2021/22 sempre sostituito: 8 volte in 8 giornate.
  • Attacco-boom del girone B (Ancona, 15 gol segnati, gli stessi di Pescara e Reggiana) contro una delle 7 difese più perforate (Montevarchi, 14 reti subite, come Pistoiese, Viterbese, Carrarese, Entella ed Olbia).
  • Montevarchi squadra del girone B 2021/22 che ha subito il minor numero di ammonizioni: 13 in 8 giornate.
  • Il Montevarchi, assieme ad Olbia e Fermana, è una delle tre compagini del girone B 2021/22 che segna solo con titolari, mai con subentranti.

Dirige il signor Tremolada di Monza.

Il nuovo pallone della Lega Pro

È attivo dal 14 ottobre il QR Code di Magister Legacy, firmato da Erreà Sport. Il nuovo pallone della stagione 2021-2022 della Lega Pro è stato concepito come una vera e propria miniera di informazioni che possono essere scaricate dagli addetti ai lavori e dai tifosi grazie alla presenza del QR Code: dalle statistiche, fornite da InStat, sulle partite e sui protagonisti della giornata del Campionato di Serie C, fino a contenuti che riguardano le iniziative sociali. I contenuti digitali sono accessibili tramite cellulari e smartphone, dando la possibilità di restare sempre connessi e di ricevere notizie e aggiornamenti. Una dimostrazione di come la Lega Pro sia sempre ricettiva alle novità che possano aiutare i suoi 60 club a essere sempre più all’avanguardia.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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