Ancona – Intervista a Nicola Bacaloni nuovo coach della Conero Planet

“Grande responsabilità e grande orgoglio. Ci divertiremo”

Pallavolo femminile serie B1

Ancona, 12 luglio 2018 – Trentadue anni appena compiuti, maceratese doc, un passato da discreto palleggiatore ed una grande passione per il volley alimentata da oltre 10 anni di carriera da allenatore con ottimi risultati a livello di settore giovanile. Ecco l’identikit di Nicola Bacaloni, il coach voluto dalla dirigenza della Conero Planet alla guida della squadra di B1.

Un allenatore a 32 anni non è un po’ troppo giovane per guidare una squadra di B1?

“Per gli standard italiani forse sì, ma per fortuna c’è qualche eccezione e penso che, nel mio caso, la società veda nel mio lavoro delle potenzialità che potranno condurre la squadra a raggiungere gli obiettivi”.

Ancona – da sx: il d.t. della Conero Planet Bruno Petrella con coach Nicola Bacaloni

Da vice di Raffaella Cerusico a primo allenatore, cosa cambia?

“Cambia tutto. L’anno scorso era Raffaella, com’è giusto che fosse, a prendere le decisioni più importanti ed a indirizzare il lavoro settimanale. Il mio compito come secondo era quello di contribuire a che tutto andasse come programmato e per poco non ci riuscivamo”.

Dopo la retrocessione la società ha deciso per l’acquisizione del titolo di serie B1: un azzardo?

“Mi pare che il presidente abbia già spiegato ampiamente il progetto che la società ha in mente già dalla scorsa stagione. Io sono solo al servizio di questo progetto e darò il massimo perché la loro fiducia nelle mie capacità venga ripagata”.

Che Conero sarà?

“Per ora è difficile dirlo. Ci stiamo lavorando. Partiamo in ritardo rispetto agli altri e dobbiamo recuperare velocemente allocando le risorse disponibili nel modo migliore. C’è grande rispetto reciproco con il presidente, la vice presidente, il ds e tutti i dirigenti. Faremo un buon lavoro”.

Ancona – La presentazione della Conero Planet Volley femminile dello scorso campionato (foto d’archivio)

Si è parlato delle riconferme di Alessandrini, Giuliodori e Canonico come base di partenza…

“Erika e Sara sono giocatrici di alto profilo che fanno gola a molti club anche in B1. Letizia Canonico è una centrale classe 2001 che ha enorme potenzialità tecniche e fisiche ma deve crescere e lavorare. L’aiuteremo a migliorare ancora e per lei sarà importante confrontarsi ad un livello decisamente alto per una atleta che è ancora under18”.

Cosa serve per essere competitivi a questo livello?

“Numericamente almeno un’altra mezza dozzina di giocatrici e poi che siano atlete con voglia di migliorare e mettersi in discussione lavorando sodo e superando i propri limiti perché per salvarsi dovremo essere una squadra da battaglia che non faccia cadere nulla in difesa, e che in attacco sappia usare la testa non solo il braccio”.

Cosa ti spaventa di più e cosa invece ti entusiasma di questa avventura?

“Mi entusiasma tutto. Se non fosse così non avrei accettato. Ho una voglia pazza di cominciare. Già nel periodo che ho passato a Cavalese lo scorso giugno per conseguire il titolo di allenatore di 3° grado indispensabile per guidare la squadra in B1 mi sono reso conto, confrontandomi con gli altri colleghi, che c’è grande professionalità e competenza. Io voglio una squadra che si sappia anche divertire in allenamento e in campo. Mi spaventerei solo se vedessi che non ci fosse quell’atmosfera che secondo me conduce al raggiungimento dei risultati, ma sono molto fiducioso che la creeremo”.

Delle avversarie che dici?

“Penso che saremo nel girone C con Moie, Helvia Recina, le umbre e le romagnole. Complessivamente faremo meno chilometri che l’anno scorso in B2, un girone folle con 8 toscane”.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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