Ancona calcio: il manager toscano Alessio Sundas si propone per il salvataggio

“Siamo pronti a fornire giocatori e supporto tecnico per evitare la fine della squadra dorica”

Ancona – «Una gloriosa storia lunga 112 anni non può finire in questo modo, per motivazioni che i tifosi non riescono a comprendere. Siamo pronti a correre in aiuto dell’Unione Sportiva Ancona se l’attuale dirigenza vorrà ascoltare le nostre proposte».

Alessio Sundas

Le parole sono di Alessio Sundas, agente Fifa e responsabile della Sport Man, che ha annunciato la disponibilità della sua agenzia a fornire giocatori e supporto tecnico al club biancorosso per garantirne l’iscrizione al campionato ed una immediata risalita nel calcio che conta.

«Abbiamo atteso di sapere come finissero le varie trattative in corso per il passaggio di proprietà dell’Unione Sportiva Ancona – prosegue il manager Sundas – purtroppo abbiamo appreso che non ci sarebbero notizie positive a breve scadenza. Non entriamo nel merito delle diatribe, ma annunciamo che la Sport Man è pronta ad intervenire per fornire alla società giocatori di ottimo livello e sponsor tecnici per costruire un progetto vincente. È importante che ad Ancona il calcio non muoia, il club è arrivato fino al palcoscenico della Serie A, non si può accettare che cali il sipario su una delle squadre più amate del centro Italia. La Sport Man è in grado di allestire un organico all’altezza della situazione, aldilà del campionato che l’Ancona dovrà disputare. Siamo anche pronti a costruire una Academy che possa coltivare e sfornare talenti, così come nella prestigiosa tradizione del settore giovanile biancorosso. E ovviamente a portare ad Ancona sponsor di livello elevato per sostenere economicamente le casse della società. Attendiamo un segnale dalla dirigenza, il tempo per iscrivere la squadra c’è ancora».

In un clima cittadino che dire depresso e deluso è come fare un complimento ai tifosi, ecco spuntare l’ennesima provocazione di salvataggio dell’Ancona. Quando ormai non c’è davvero più nulla da salvare. Che sia un ulteriore tentativo di sfruttare la situazione per mettersi in mostra da parte di manager disinvolti e senza scrupoli? Alla luce degli accadimenti, parrebbe proprio di sì.

E quello di Sundas non è certo un tentativo isolato. A fine luglio si era presentato in redazione un fantomatico Luca Mancinelli, spacciatosi per avvocato in quel di Falconara, con proposte “serissime” e cordata “danarosa” disposta a risollevare le sorti dei dorici. Ma era sparito in un nanosecondo nell’oblio dall’odore truffaldino quando il giornale ne aveva smascherato le false generalità.

Oggi spunta Alessio Sundas, lo stesso che a fine giugno aveva tentato l’acquisto della Fiorentina, con modalità molto simili rispetto a quelle odierne proposte all’Ancona. D’altro canto, con il curriculum che l’accompagna, Sundas può sembrare tutto meno che credibile. E anche se lo fosse, con l’ufficializzazione dei campionati già completati da parte della Lega, dimostrerebbe comunque un tempismo da bradipo: è tardi ormai per salvare i dorici. Tardi e paurosamente dispendioso.

Ancona non ha bisogno di questi “salvatori della Patria”: ha già dato. Pagando prezzi elevatissimi su tutti i fronti fino a sparire del tutto dal panorama calcistico. Non ha bisogno neppure di personaggi come Schiavoni & soci, ma questa è un’altra storia che abbiamo già affrontato.

CHI È ALESSIO SUNDAS

Originario di Pistoia, nella sua biografia si legge: manager, autore televisivo e procuratore sportivo. Uomo eccentrico, giovane imprenditore nel settore della stampa: fra le varie attività è editore della rivista “Cinque Terre Magazine”, di cui è anche proprietario, e “Millennium”.

Alessio Sundas a giugno, quando ha annunciato senza avere seguito l’intenzione di acquistare la Fiorentina

Nel 2003 ha fondato la casa editrice Gutenberg, che stampa nella città di Firenze. È noto per aver avuto l’idea delle celebri ‘Ombrelline’, le ragazze che accompagnano in griglia di partenza i piloti di gare motociclistiche e automobilistiche.

In merito al portale web UmbrellaGirls, che reclutava ragazze intenzionate ad entrare nel mondo dello spettacolo, ad aprile 2017 Sundas è stato assolto in Appello dalle accuse di “tentata estorsione, tentata truffa e indebito utilizzo dei dati personali”.

Oltre a quella imprenditoriale, Sundas registra una carriera per così dire artistica. Da giovanissimo ha conseguito un insolito record: all’età di 19 anni è stato invitato al “Maurizio Costanzo Show” per aver baciato 350 ragazze in meno di un anno.

All’età di 23 anni, si è laureato in fisioterapia, per poi cambiare direzione e laurearsi in Marketing e Comunicazione.

Nel 1997 è stato nominato Cavaliere al Merito dal Gran Maestro Ceri; nel febbraio 1998 è diventato anche professore in Management e Comunicazione dell’Università “Die Internationale Acabieder”. Parallelamente, come da lui stesso raccontato nella sua biografia, ha provato a intraprendere la carriera televisiva.

Oltre all’apparizione da Maurizio Costanzo, ha partecipato ai casting di diversi reality show, come “Grande Fratello”, “Uomini e Donne” e “La Fattoria”.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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