Ancona 1905 – “Cronaca di una morte annunciata”

La palla ora passa al sindaco Valeria Mancinelli

Stavolta è finita davvero. L’Ancona rinuncia a completare gli incartamenti per l’iscrizione in serie D, la cui domanda incompleta è stata presentata la settimana scorsa. Miani si arrende, troppe le difficoltà incontrate per reperire fondi, nonostante il lavoro del ds Antonio Recchi, molto contrariato dall’esito finale.

Ma cos’è successo per far prendere a Miani una decisione così improvvisa? Da quanto trapela da fonti vicine alla società, un istituto bancario non avrebbe anticipato la cifra che sarebbe servita per l’iscrizione, nonostante alcuni sponsor avrebbero promesso il loro appoggio.

L’A.d. David Miani ha gettato la spugna. Con un comunicato ha ufficializzato l’impossibilità di iscrivere la squadra alla serie D. Il suo tentativo di salvataggio della società dorica è fallito

Vero o no non cambia la sostanza: l’Us Ancona 1905 ha terminato la sua corsa. Ora si aprono vari scenari per il futuro.

Che ne sarà di Miani? L’A.d. proverà con tutte le sue forze ad evitare il fallimento, magari puntando alla liquidazione come Petocchi nel 2010. Ma l’Ancona odierna non ha i crediti della cessione Mastronunzio come all’epoca: quei soldi servirono a trovare un accordo con tutti i creditori e l’Ac Ancona non fallì.

Miani è solo contro tutti, nessuno l’ha aiutato finora e nessuno lo farà in futuro: l’ex paladino del calcio etico si è isolato nel corso dei mesi costruendosi nemici dal nulla, forse per giustificare il suo disastroso operato, dando colpe a destra e a manca, stampa in primis.

Lo ha fatto fino all’ultimo, anche ieri. Durante l’allenamento dei baby di Arno ha dribblato le domande dei cronisti presenti con un secco: «non ci sono novità!» In realtà aveva già dato mandato di scrivere il comunicato di rinuncia, comparso pochi minuti dopo sul sito ufficiale del club.

Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona

L’Ancona avrà un futuro? Difficile dirlo ora. La palla passa al sindaco Mancinelli, come da regolamento. Sta alla Prima cittadina valutare le eventuali proposte che le arriveranno per formare una nuova società. Come a Como, ad esempio, dove il sindaco ha indetto un bando che ha visto la partecipazione di oltre dieci soggetti, credibili e non.

Per ora tutto tace anche tra l’imprenditoria locale, da molti tifosi accusata di non aver mosso un dito per salvare l’Ancona: ma diciamocela tutta, chi avrebbe accostato il suo nome a questa società gestita da Miani e Di Nicola? Chi avrebbe pagato i debiti, circa 1 milione e 300 mila euro, scelleratamente accumulati in due stagioni?

Adesso però è ora di venire allo scoperto, se qualcuno avesse davvero l’intenzione di costruire un progetto per far ripartire il calcio dorico. Non sarà impresa facile, anche perché la tifoseria è stanca e sfiduciata. Gli ultras hanno fatto sapere che non intendono seguire un’Ancona diversa da quella che ieri ha chiuso i battenti. Come biasimarli, dopo la terza morte sportiva in tredici anni?

Che dire… Resta poco da aggiungere a questa “Cronaca di una morte annunciata”, tanto per citare Gabriel GarcÍa Márquez. Al di là di tutte le menate intellettuali e dell’intreccio narrativo, anche nelle ultime vicende societarie dell’Ancona, come nel romanzo, tutti conoscevano la sorte dei protagonisti ma nessuno ha fatto qualcosa per evitare l’ineluttabile e tragico epilogo della vicenda.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Speciale Festival di Sanremo: la prima serata

7/8 febbraio 2023 – Le prime 14 canzoni in gara


Sanremo, 8 febbraio 2023 – Un’apertura patriottica quella della 73esima edizione del Festival di Sanremo targata Amadeus-Gianni Morandi, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto), con Roberto Benigni a rompere il ghiaccio sviscerando un pistolotto sulla Costituzione e il no alla guerra. Alle 21.20 precise, partenza ufficiale della competizione canora con l’esibizione del primo artista in gara: Anna Oxa con il pezzo Sali. Subito, a seguire, il secondo big: gIanmaria (vincitore di Sanremo Giovani), con la canzone Mostro.

Neanche il tempo di prendere il ritmo che ecco salire sul palco la prima delle co-conduttrici: Chiara Ferragni. La signora Fedez, anche qui senza perdere tempo, presenta il terzo artista in gara: Mr. Rain con Super eroi, con la complicità di un coro di bimbi, il biondo artista cattura la mia attenzione. È la volta degli ospiti vincitori della passata edizione: Mahmood & Blanco con Brividi, brano accompagnato da una sequela di premi e milioni di visualizzazioni sui social. Ma davvero il pezzo vale così tanto?

Dopo un’ora e un quarto di trasmissione arriva il quarto cantante in gara: Marco Mengoni che canta Due vite, anche lui accompagnato da oltre 60 dischi di platino e svariati milioni di like sui social. Sarà un successo. Ritmo canoro di nuovo spezzato con l’arrivo dell’ospite Elena Sofia Ricci: usare lo spazio del palco di Sanremo per promuovere la sua prossima fiction ce lo poteva anche risparmiare. Alle 22.15 la quinta cantante in gara: Ariete con Mare di guai: la sua vasca malinconica piena di squali è un po’ vuota di melodia. Segue intermezzo divertente di Gianni Morandi con le sue peggiori canzoni.

Ore 22.40, sesto big in gara: Ultimo con Alba: tanta roba, tanto cuore, in una parola, una vera canzone. Altro intermezzo spezza ritmo in esterna con Piero Pelù in Piazza Colombo che canta Gigante. Settimi in gara il duo Coma_Cose con L’addio: addio. A seguire, altro lungo intermezzo ospiti con i Pooh: l’età inizia a farsi sentire ma il talento è immenso. Alle 23.30 ottavo artista in gara: Elodie con Due: tante piume nere a svelare una gran silhouette per un pezzo che andrà molto in radio. Nude look della Ferragni (disegnato e non trasparente), per lanciare un messaggio alle donne: “non abbiate paura”. A seguire, collegamento con il rapper Salmo a bordo della Costa Smeralda. La mezzanotte viene salutata dal nono big in gara: Leo Gassmann con Terzo cuore, quello riservato all’amore.

C’è il tempo per un veloce Tg1 e l’esibizione dell’ospite Blanco con L’isola delle rose: bruttissimo lo spettacolo che offre, prendendo a calci i fiori che ornano il proscenio del teatro Ariston, se lo poteva evitare. Il pubblico in sala lo boccia in toto e spera di non rivederlo più su quel palco. Anch’io. La gara canora riprende alle 00.20 con i decimi big, i Cugini di Campagna con Lettera 22: fedeli al look e al loro repertorio pop, con un po’ meno di falsetto. Dopo la pubblicità, l’undicesimo big, Gianluca Grignani con Quando ti manca il fiato: intimistico e difficile dialogo tra padre e figlio che ha bisogno di un secondo ascolto. Dodicesimo big, Olly con Polvere: tanto Auto-Tune.

Si fa l’una dell’8 febbraio con l’esibizione dei tredicesimi big in gara, i Colla Zio con Non mi va: giovani loro, allegro il brano poco “sanremese”. A seguire, e a chiudere questa prima serata del Festival di Sanremo, la quattordicesima big, Mara Sattei con Duemila minuti: si sente la mano di Damiano dei Måneskin tra gli autori. Chiusura corale con Il mio canto libero di Lucio Battisti cantato da Gianni Morandi, il coro e il pubblico.

All’una e trenta di notte, arriva la classifica parziale della Sala Stampa di questa prima serata: 1° Marco Mengoni con Due vite; 2° Elodie con Due; 3° Coma_Cose con L’addio; 4° Ultimo con Alba; 5° Leo Gassmann con Tre cuori; 6° Mara Sattei con Duemila minuti; 7° Colla Zio con Non mi va; 8° Cugini di Campagna con Lettera 22; 9° Mr. Rain con Super eroi; 10° Gianluca Grignani con Quando ti manca il fiato; 11° Ariete con Mare di guai; 12° gIanmaria con Mostro; 13° Olly con Polvere; 14° Anna Oxa con Sali.

A quest’ora, nel dare appuntamento alla seconda serata di questa sera mercoledì 8 febbraio che presenta gli altri 14 big in gara, non mi resta che una cosa da dire al conduttore: “Amadeus, dacci un taglio!”

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