Al via il Full Camp a Cingoli e il Day Camp allo stadio Dorico

Organizzati dall’Ancona Matelica e rivolti a bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni. La dg Nocelli: “Crediamo molto nello sviluppo del settore giovanile”

Ancona, 20 giugno 2022 – Sono ufficialmente scattati il “Day Camp” allo stadio Dorico di Ancona e il “Full Camp” di Cingoli, gli appuntamenti dell’estate che uniranno bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni con i tecnici dell’Ancona Matelica.

Un programma di allenamenti in linea con l’età e con le caratteristiche di tutti i partecipanti, studiato per migliorare la tecnica personale e sviluppare i fondamentali del gioco più bello del mondo, il calcio.

I giovani partecipanti al Campus dell’Ancona Matelica

«Abbiamo deciso insieme al direttore tecnico Alberto Virgili, al responsabile Leonardo Scodanibbio e tutti i collaboratori del Settore Giovanile biancorosso – ha dichiarato la dg Roberta Nocelli – di organizzare due formule di Camp per venire incontro alle esigenze di tutte le famiglie. La prima opzione è quella del “Full Camp” di Cingoli, città dell’entroterra che grazie alle sue strutture, sia sportive che ricettive, favorisce soggiorni lunghi ed esperienze di questo tipo».

Inizierà oggi anche il “Day Camp” allo stadio Dorico di Ancona.

«L’ idea – ha proseguito la Nocelli – nasce per avvicinare sempre di più i ragazzi e i giovani al nome dell’Ancona, perché riteniamo fondamentale radicarci nel territorio e cercare di aumentare il valore dei nostri giovani e del brand Ancona, continuando a rapportarci in maniera proficua con le Società e il territorio della nostra regione. Crediamo molto nello sviluppo del Settore Giovanile, il nostro progetto continuerà sempre a svilupparsi sotto questo punto di vista e con questa ideologia».

«Mi preme ringraziare i genitori per la fiducia che ci hanno dato affidandoci i loro figli per una settimana – ha concluso la Dg biancorossa – Alla presenza dei nostri tecnici Luca Gentili, Cristian Giovagnini, Valeriano Recchi, Roberto Paolucci, Riccardo Farabollini, Nicola Latini, Daniele Ciampichetti, Riccardo Santoni, Marco Biccari, oltre ai responsabili del settore giovanile Leonardo Scodanibbio e Lorenzo Brachetta (a Matelica), al segretario Pasquale Valzano e al nostro collaboratore Pietro Massaccesi, abbiamo spiegato ai ragazzi cosa significhi portare il Cavaliere armato sul petto. Con la raccomandazione di essere rispettosi dei luoghi, dei materiali e delle persone, perché rappresentano a tutti gli effetti il club».

rettifica delle ore 14.30

L’Ancona Matelica fa sapere che il “Day Camp” allo stadio Dorico di Ancona inizierà lunedì 4 luglio. Tutto come da copione per il “Full Camp” di Cingoli.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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