Al via a Caorle il Campionato Italiano moto d’acqua. Farà tappa ad Ancona

Dopo Caorle (27-29/5) tappe ad Ancona (22-24/7), Rimini (9-11/9), Ladispoli (23-25/9), Giugliano in Campania (7-9/10)

Ancona, 22 maggio 2022 – La prima tappa del Campionato Italiano Moto d’Acqua 2022 – 4ª Edizione del GP città di Caorle, organizzata dal Circolo Nautico Marina 4 sotto l’egida della Federazione Italiana Motonautica, prenderà il via nel week-end di venerdì 27 – domenica 29 maggio a Caorle (Venezia) nello specchio d’acqua antistante il Villaggio San Francesco.

Sabato 28 maggio appuntamento alle 9.30 con le prove libere, cui seguiranno, a partire dalle ore 12,00, le prime manches di gara. Domenica 29 maggio, dopo le prove libere del mattino, prenderanno il via le seconde manches sempre dalle ore 12.00. Al termine della giornata verranno premiati i vincitori di questa prima tappa.

Dopo Caorle, le tappe successive si disputeranno ad Ancona (22-24 luglio), Rimini (9-11 settembre), Ladispoli (23-25 settembre) e infine a Giugliano in Campania (7-9 ottobre).

Il Campionato riparte con grande entusiasmo dei rider, sono oltre 200 gli iscritti, manifestando ancora una volta sincera passione per questo sport. Un’adesione che fa prevedere un nuovo successo di pubblico e partecipazione.

Le categorie previste sono: Runabout, Ski, Endurance, Freestyle, Spark Giovanile e la Femminile, mentre le classi sono 20: per la Runabout F1, F2, F4, F4 Femminile, F4 Novice e F4 Veterans; per la Ski, F1, F1 Veterans, F2, F3, Ski Open; per l’Endurance, F1 Runabout e F2 Run. Amatoriale; per la Spark Giovanile 12-14, 15-18 anni; infine, la classe Freestyle.

Novità di quest’anno è l’introduzione di una nuova categoria di moto d’acqua: la Yahama Superjet, che si corre proprio con moto Jet Ski e che comprende due classi: la Ski Giovanile (12-14 anni e 14-18 anni) e il Monomarca FIM Superjet, classe aperta ai piloti maggiorenni.

Il campione italiano di free style, Roberto Mariani, (foto Milena Trovato)

Tra i piloti in gara, saranno presenti i campioni italiani ed internazionali, fra i quali i vincitori del Campionato Italiano Moto d’Acqua 2021:

Roberto Mariani, pilota Free Style, campione italiano ed europeo in carica e numero uno nel Ranking Mondiale; Michele Cadei per l’Endurance F1 Run; Michele Marras per l’Endurance F2 Run. AMA (Trofeo FIM); Manuel Reggiani per la Runabout F1; Pierpaolo Terreo per la Runabout F1 Veterans (Trofeo FIM); Davide Di Maio per la Runabout F2; Alessandro Fracasso per la Runabout F4 e per la Runabout F4 Novice; Sara Nucera per la Runabout F4 Femminile; Daniele Piscaglia per la Ski F1; Andreas Reiter per la Ski F1 Veterans; Giuseppe Donà per la Ski F2; Andrea Bergamo per la Ski Open; Carolina Vernata per la Spark Giovanile 12-14 anni; Davide Pontecorvo per la Spark Giovanile 15-18 anni.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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