A un anno dal terremoto la Lardini Volley con i ragazzi di Arquata

L’iniziativa “Filo Rosso” aiuterà le’associazioni Chiedi alla polvere e A.Ma.Down

Filottrano – Un anno fa il terremoto sconvolgeva la vita di migliaia di persone tra Marche, Lazio, Abruzzo e Umbria, portando morte e distruzione. Impossibile dimenticare. Dodici mesi dopo le ferite sono ancora profonde, così come la voglia di rinascere e la forza d’animo che accompagna speranza e coraggio.

Sentimenti che accomunano un gruppo di giovani di Arquata del Tronto, uno dei paesi più drammaticamente colpiti dal sisma del 24 agosto scorso e da quello successivo del 30 ottobre, che hanno portato nell’associazione “Chiedi alla polvere” il desiderio di raccontare, essere testimoni di presente e futuro, ma soprattutto la volontà di non dimenticare.

I ragazzi di “Chiedi alla polvere” con il presidente onorario della Pallavolo Filottrano Giovanni Morresi e il presidente di A.Ma.Down Enrico de Conciliis, altra associazione che il club appoggerà con il progetto Filo Rosso.

L’associazione arquatana è la prima che la Lardini Volley sosterrà tramite “Filo Rosso”, progetto solidale che accompagnerà l’attività del club filottranese. Un impegno fortemente condiviso da tutte le componenti della Polisportiva Filottrano Pallavolo, che sul senso di responsabilità sociale ha costruito il suo lungo percorso societario, con la convinzione che lo sport debba essere strumento di integrazione e di sensibilizzazione.

Il sostegno a “Chiedi alla polvere” fa seguito all’iniziativa “Mettiamoci il cuore”, quadrangolare amichevole dello scorso ottobre attraverso il quale la società del presidente Renzo Gobbi partecipò insieme alla sezione filottranese della Protezione Civile alla raccolta fondi per l’acquisto di un pullmino poi donato alla Comunità di Arquata del Tronto.

“Chiedi alla polvere” non sarà l’unica associazione che la Pallavolo Filottrano appoggerà nella prima fase del progetto “Filo Rosso”: con essa anche la A.Ma.Down (Associazione Marchigiana persone Down) di Potenza Picena, che si occupa di bambini affetti dalla sindrome di Down e dà sostegno ai loro famigliari.

La Lardini Volley fornirà, alle associazioni che entreranno a far parte del progetto, un supporto concreto tramite gli sponsor che si legheranno a “Filo Rosso”: parte degli incassi delle gare casalinghe, iniziative ed eventi atti a valorizzare le attività dei beneficiari.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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