A Sant’Elpidio a Mare i Campionati Nazionali di Ciclocross Csi

Domenica 31 gennaio in palio 13 maglie tricolori

Sant’Elpidio a Mare, 30 gennaio 2021 –  Organizzazione a pieno regime per la seconda edizione consecutiva dei Campionati Nazionali di Ciclocross Csi nelle Marche: dopo l’esperienza di Pedaso, domenica 31 gennaio Sant’Elpidio a Mare si prepara ad alzare il sipario su una manifestazione che lo scorso anno ha riscosso grandi plausi e ridato slancio al movimento ciclocrossistico nazionale sotto il marchio del Centro Sportivo Italiano.

Sant’Elpidio a Mare – Veduta del campo gara 

La kermesse tricolore ha una funzione che va ben al di là dell’aspetto sportivo con diversi soggetti coinvolti sia in ambito istituzionale che nelle vesti di promoter: l’Amministrazione comunale di Sant’Elpidio a Mare (con in testa il sindaco Alessio Terrenzi e l’assessore allo sport Alessio Pignotti), la commissione nazionale Csi del ciclismo (Enzo Martino), il comitato Ciclismo Csi Marche (Giampiero Conti) e quello provinciale Csi Fermo (Gaetano Sirocchi), l’associazione Celeste, i main sponsor Quota CS (Simone Corradini), Relaxs e WellFit (Mauro Monaldi), più gli altri partner Pasta De Carlonis, Selle Smp, Giemme Sport, Si con Te-Supermercati, Centro della Comunicazione, Conti Pubblicità, Salumificio Ciriaci e Sistema Food.

L’arena verde di Quota CS si prepara ad essere lo scenario di gara con il tracciato che supera di poco i 2.000 metri, su terreno interamente sterrato ed erboso, con l’alternanza di tratti tecnici e veloci, il superamento di alcuni ostacoli naturali ed artificiali che i concorrenti dovranno percorrere con la bici in spalla e senza un attimo di respiro.

All’atto dell’iscrizione, ciascun partecipante riceverà un pacco gara contenente prodotti alimentari e alcuni gadget, più il pacco ristoro d’asporto al termine di ogni gara che sostituirà il tradizionale pasta party.

Oltre alla vestizione delle tredici maglie tricolori, sia uomini che donne, andranno a premiazione i primi cinque di ogni categoria per le gare Csi, i primi tre di categoria degli altri enti e le tre società più numerose con tipicità locali (vini e salumi). A ciascun vincitore di categoria, tesserato con il Csi, spetterà il Trofeo Relaxs (master 4-5-6-7-8), il Trofeo WellFit (élite sport, master 1-2-3) e il Trofeo Quota CS (junior sport, master donna 1-2-3).

Da regolamento, per concorrere all’assegnazione del titolo di campione nazionale Csi, è necessario partecipare con bici da cross ma anche con la mountain bike che deve rispondere alle misure regolamentari del ciclocross che sono di 60 centimetri massimo per il manubrio e che siano della stessa grandezza la ruota anteriore e quella posteriore.

È prevista la diretta streaming di tutte le gare sulle pagine Facebook di Csi Fermo e 2C Eventi, nel pieno rispetto delle attuali norme di contenimento del contagio da Covid-19 che vietano la presenza del pubblico sul campo gara, come da protocollo sanitario emanato dal Csi (rilascio autocertificazione all’ingresso del casale di Quota CS, distanziamento e uso della mascherina esentato solamente da ciascun atleta alla partenza di ogni singola gara).

ORARI E ORDINE DI PARTENZA DOMENICA 31 GENNAIO

8:30 partenza gara di contorno amatori altri enti e FCI (tempo gara circa 60 minuti)

9:30 partenza master di seconda fascia CSI (40 minuti) master 4-5-6-7-8

10:30 partenza master di prima fascia CSI (60 minuti) élite sport e master 1-2-3

11:00 partenza donne e junior CSI (30 minuti) junior sport e master donna 1-2-3

COME RAGGIUNGERE IL CAMPO GARA DI SANT’ELPIDIO A MARE (QUOTA CS)

Il Casale di Quota CS è raggiungibile tramite l’autostrada A14 uscita Porto Sant’Elpidio, svoltare a destra e poi seguire le frecce organizzative per arrivare dopo 10 chilometri al campo gara, salendo fino al centro abitato di Sant’Elpidio a Mare (Strada Comunale Pozzetto).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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