950mila euro di contributi a fondo perduto allo sport dilettantistico

La Regione Marche dà il via alle domande per la prima tranche, per le società dei dilettanti e paralimpiche c’è tempo fino a venerdì 7 maggio

Macerata, 10 aprile 2021 – Via alle domande per il bando della Regione che assegna 950mila euro di contributi a fondo perduto allo sport dilettantistico, fortemente penalizzato dalla pandemia. Lo comunica Mirko Bilò (Lega), vicepresidente del gruppo consiliare in Regione, sottolineando come, insieme al bando di 250mila euro riservato alle piscine, sia un segnale forte dell’attenzione riservata allo sport, cui si riconosce valenza di strumento formativo.

Mirko Bilò

«Si tratta di una prima tranche della voce di bilancio con cui la Regione intende sostenere lo sport dilettantistico e paralimpico. Un segnale del fatto che la buona politica, ogni volta che può, ne riconosce anche tangibilmente la fondamentale funzione sociale strettamente correlata a quella ludica – spiega Bilò – Ringrazio l’assessore Giorgia Latini per la sensibilità e la sollecitudine con cui affronta le problematiche dello sport finalizzando ogni risorsa disponibile”.

Il bando, frutto di economie, è un primo step di un articolato intervento a sostegno della ripartenza di circa 4mila potenziali beneficiari complessivi. Il comitato regionale dello sport, al cui tavolo siedono i rappresentanti del settore, più volte riunitosi per individuare i criteri di assegnazione dei fondi, ha stabilito che questa misura sarà destinata a quelle società ed associazioni sportive dilettantistiche, iscritte al Coni o al Comitato paralimpico, che non hanno ancora ottenuto alcun ristoro.

Giorgia Latini

«Per le criticità dovute alla pandemia ci sono stati impieghi finanziari inferiori alle previsioni il che ci ha consentito di concentrare ogni sforzo sull’anno corrente mettendo a disposizione 1,2 mln di euro complessivi dice l’assessore Giorgia Latini (Lega) entrando nel merito della misura – La riteniamo un’azione fondamentale per sostenere la ripresa dell’attività sportiva che più diffusamente impatta sulla popolazione e che rischia, in molti casi, di veder compromessa la sua stessa esistenza per lo stop forzato. Nello stanziamento complessivo sono previsti anche 250mila euro per la ripresa del nuoto ai quali potranno accedere enti pubblici, organizzazioni sportive affiliate e gestori privati di piscine da 25 metri».

Presentazione delle domande esclusivamente attraverso la piattaforma regionale all’indirizzo https://www.regione.marche.it/Contributoripresasport – Misura 11. Scadenza bando, ore 12.00 di venerdì 7 maggio.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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