Un po’ a rilento la nascita della Nova Volley 2019/2020

Coach Giannini: “Loreto è la piazza giusta per chi vuole emergere. I procuratori ci cercano per offrirci talenti”.

Loreto, 8 luglio 2019 –  – Con 52 iscritti alla seconda settimana del Nova Volley Camp 2019 griffato Del Vicario Engineering, dopo il sold-out anche della prima settimana, l’attenzione di coach Romano Giannini resta forte anche sulla rinnovata Sampress Nova Volley che sta nascendo.

Loreto – Coach Giannini con Torregiani

Un po’ a rilento rispetto alle due annate precedenti – ammette il tecnico di Porto Potenza alla terza stagione in nero verde, e fresco di rinnovo per le prossime tre stagioni – La nascita della categoria A3, intermedia tra A2 e serie B, ha posto in stallo gran parte del mercato perché molti atleti hanno preferito attendere prima la compilazione delle squadre aventi diritto, poi le eventuali rinunce delle società di A2 e A3 per fare le proprie scelte. Nel piano tecnico che ci siamo dati con la società c’era da ringiovanire la rosa ripartendo dal nostro capitano Nobili e da Spescha (la cui ufficializzazione arriverà probabilmente in settimana). Quindi abbiamo sistemato la riconferma di Stoico e fatto una scelta importante con il cambio in regia puntando sul ’95 Cremascoli. A questi abbiamo aggiunto un manipolo di talenti con i quali lavorare duro come i riconfermati Dignani e Torregiani e i neo acquisti Palazzesi e Caciorgna”.

All’appello mancano ancora 4 tasselli. “Thomas Alessandrini è un ragazzo classe ’99 di sicura prospettiva sia perché ne ha le qualità tecniche e fisiche sia perché ha voglia di crescere e di imparare. Il giocatore però l’anno scorso era in prestito e quindi è soprattutto lui supportato dalla famiglia a dover decidere con la società che ne detiene il cartellino. Conosco la volontà del ragazzo che è la stessa che ho io e che ha la Nova Volley ma occorrono che ci siano le giuste condizioni per proseguire insieme”.

A proposito di trattative da definire c’è quella per l’altro libero e per due centrali. “Il profilo che cerchiamo per questi ruoli – spiega il tecnico – è simile a quello di Alessandrini. Vogliamo giocatori che abbiano voglia di lavorare duro e migliorarsi. Non ci interessano altri profili. Loreto è una piazza esigente come è nella sua storia e tradizione, lo è la Nova Volley e lo è lo staff tecnico. Abbiamo intavolato trattative anche con ragazzi non solo marchigiani anche perché la “fama” di piazza nella quale ci si allena forte è nota in moltissime parti d’Italia e i procuratori che hanno ragazzi di valore non esitano a contattarci preferendoli proporre a noi più che ad altri. Questo ci gratifica molto”.

 

redazionale

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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