Si chiude il rapporto fra Nova Volley Loreto e l’azienda Sampress

Il presidente Massaccesi: «Le regole si rispettano»

Loreto, 4 settembre 2021 – Dopo sette anni di proficua collaborazione il rapporto tra la Nova Volley Loreto 2014 e l’azienda Sampress si è interrotto. A spiegare i dettagli è il presidente della società neroverde Franco Massaccesi.

«Nessun motivo economico si cela dietro questa decisione – chiarisce Massaccesi – e l’azienda è floridissima. Una mancata identità di vedute circa questioni che non afferiscono agli aspetti economico-finanziari, né tanto meno progettuali o tecnici, impediscono di proseguire insieme».

Franco Massaccesi, presidente Nova Volley Loreto

Nel dettaglio, i vertici dell’azienda di Castelfidardo già main sponsor fin dalla nascita della società di volley, contestano la pedissequa applicazione del protocollo imposto dalla Fipav in merito al Green Pass per i tesserati con più di 12 anni, al quale la società Nova Volley Loreto 2014 si attiene scrupolosamente e rigorosamente.

«Sotto l’aspetto personale è concesso a chiunque avere dei dubbi circa la bontà di certe decisioni – insiste Massaccesi – ma, come dirigente sportivo di una società affiliata ad una Federazione, o ti attieni alle regole che ti vengono imposte o semplicemente eviti di assumerti delle responsabilità e, in questo caso, di far fare pallavolo a tanti ragazzi e ragazze nella città di Loreto.

Il protocollo federale applicato in tutte le 5.000 società di pallavolo italiane e rispettato da 320.000 atleti, non può essere eluso da un’unica realtà sportiva per le convinzioni di uno sponsor – aggiunge il presidente – perché significherebbe non solo andare incontro a sanzioni ma darebbe un pessimo esempio ai giovani, alla cui formazione personale contribuiamo in piccola parte, prima ancora di quella sportiva. Per giunta, in un momento storico così drammatico».

Da qui la decisione di sospendere il rapporto di collaborazione tra le due realtà.

«Per noi Sampress era uno sponsor importante ma non certo l’unico – chiarisce in conclusione Massaccesi – e la continuità sportiva dell’attività non è assolutamente a rischio né per questa stagione né per il futuro. Abbiamo un pool di aziende che ci accompagna e la storia personale dei soci della Nova Volley conferma che il lavoro prosegue. Lo rimarco con l’obiettivo di fugare sul nascere ogni eventuale illazione in merito alla solidità di questa società, e alla serietà nei confronti del rispetto degli impegni presi, economici e morali, nei confronti di tutti i tesserati».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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