Parte l’avventura della F. C. Red Pin Loreto

Loreto. E’ nata a Loreto una nuova società calcistica: la Red Pin FC Loreto che si aggiunge al blasonato C. S. Loreto che milita nel campionato di Eccellenza, ed alla Lauretum che partecipa al campionato di 3^ categoria. Anche se, quest’ultima, ha scelto di emigrare per la stagione agonistica 2016/17  a Recanati.

La formazione della neonata Red Pin di Loreto, squadra di calcio che milita nel campionato di terza categoria
La formazione della neonata Red Pin di Loreto, squadra di calcio che milita nel campionato di terza categoria

La nuova società, fondata grazie  alla passione ed all’impegno del Presidente Sauro Fiorucci e dei suoi collaboratori, è nata con l’intento di recuperare tutti quei ragazzi che per vari motivi – lavoro, studio, o poco utilizzo in altre società – sono restii ad appendere le scarpette al chiodo. Gente già pratica di calcio ma che vuole praticarlo senza troppa pressione.

Al campo di allenamento abbiamo incontrato Angelo Gigli, co-allenatore della Red Pin insieme a Luca Leonardi.

Mister, quali sono i vostri obiettivi?

“La rosa è composta da 28 giocatori con un’età media di 23 anni. L’obiettivo principale è ben figurare divertendoci, senza avere l’assillo per il risultato anche se a perdere non piace a nessuno”.

Le prime impressioni?

“Nella prima uscita ufficiale in Coppa, vinta in rimonta 2-1 sul Numana – squadra esperta e ben organizzata – abbiamo avuto buone indicazioni in tutti i reparti. Particolarmente in  forma e motivato il bomber della squadra Luca Tarducci che ha siglato una doppietta. Sabato disputeremo il ritorno con l’obiettivo di centrare il passaggio del turno, un modo per caricarci in vista dell’esordio in campionato il 30 settembre”.

I “Diavoli Rossi” della Red Pin FC Loreto disputeranno gli incontri casalinghi il  il venerdì alle ore 21 presso il campo in sintetico Romolo Capodaglio di Villa Musone, frazione di Loreto. Sarà solo terza categoria ma, d’altro canto, è da lì che si parte. Alla neo società e alla squadra, un sentito in bocca al lupo da parte di tutta la redazione del Corriere del Conero.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

© riproduzione riservata


link dell'articolo