Parte la Campagna Abbonamenti della Nova Volley

Con lo slogan “Più Forti Insieme”

Loreto, 5 settembre 2018 – “Più Forti Insieme” è il titolo della campagna abbonamenti che la Nova Volley Loreto ha lanciato per sostenere la squadra griffata Sampress impegnata, per il secondo anno consecutivo, nel campionato di serie B maschile.

Le braccia al cielo del capitano Paco Nobili, loretano, leader e simbolo della squadra neroverde, lanciano un messaggio chiaro alla città che, dopo aver scritto pagine importantissime negli ultimi 40 anni nella pallavolo italiana, ha la possibilità di tornare protagonista.

«Il messaggio “Più forti insieme” nasce proprio da questo intento – dice il presidente Franco Massaccesi che con gli altri soci ha riportato la pallavolo Loreto nel volley di buon livello – con l’obiettivo che i loretani sentano la squadra come una cosa propria e quasi come una questione di famiglia. Certamente i tempi sono cambiati ma la serie B dimostrerà quest’anno che il livello è molto interessante con tanti giocatori che scendono dalla serie A ad impreziosire il torneo ed a renderlo avvincente».

«La squadra della nostra città punta ad avere un ruolo da protagonista – insiste Massaccesi – e punterà ad avere il sostegno dei propri tifosi. I numeri del settore giovanile in crescita sia al maschile sia al femminile, garantiscono un buon numero di presenze tra atleti e genitori ma noi ambiziosamente puntiamo a riportare al PalaSerenelli tutti coloro che amano questo sport e soprattutto la squadra della propria città. Sottoscrivere l’abbonamento è un atto d’amore per Loreto e per il nostro sport».

Prezzi e Modalità

Il ticket d’ingresso resta a 5 euro come per la passata stagione. Il costo dell’abbonamento per le 12 partite interne è di 50 euro. Gli atleti tesserati per il settore giovanile della Nova Volley entreranno gratis ed avranno un abbonamento in omaggio al momento della sottoscrizione della quota annuale.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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