Nova Volley sugli scudi anche a Foligno

Pallavolo maschile Serie B unica gir. E – 15ª giornata

IntegraConad Foligno – Sampress Nova Loreto 0 – 3

Foligno – Torna al successo pieno anche in trasferta la Sampress Nova Volley che ha espugnato Foligno per 3-0. Un campo dove solo la Krifi Ferrara era stata in grado di fare bene in questa stagione, a conferma della competitività dell’avversario nel piccolo palas umbro.

I ragazzi di Giannini hanno avuto il merito di essere aggressivi con la battuta costringendo Foligno a giocare con soluzioni scontate, e lavorando molto bene nella correlazione muro-difesa, soprattutto in difesa.

Foligno – Nova Volley Loreto

La condotta di gara sempre attenta, con soli nove errori in attacco, ha consentito a Loreto di imporre il proprio ritmo al match, conducendo tutti i set nonostante i locali non abbiamo mollato la presa inseguendo sempre da vicino.

La Sampress conferma di essere in crescita non solo nel gioco ma anche nella consapevolezza dei propri mezzi, e nella raggiunta maturità di un gruppo che ha tanti esordienti.

Ora l’aspettano due turni casalinghi consecutivi con Terni e Pineto per provare a chiudere definitivamente il discorso salvezza.

Il Tabellino

IntegraConad Foligno: Fuganti Pedoni 13, Noveski, Conti 17, Grillo (L), Piumi 0, Cascio 1, Merli 5, Beghelli, Stamegna, Salsi 3, Stoppelli 6, Saccone, Musone (L2), Mele. All. Scappaticcio

Sampress Nova Loreto: Oprandi, Volpini 2, Areni (L1), Stella A., Martinez 17, Massaccesi L., Angeli, Leoni (L2), Ferrini 11, Massaccesi M .1, Stella C. 6, Silvestroni, Nobili 10. All. Giannini

Arbitri: Scarpitta e Ciacci

Punteggio: 23-25 (26′); 19-25 (25′); 21-25 (26′)

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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