Nova Loreto batte Foligno ed è storia

Azzeccate le mosse di coach Giannini

Pallavolo maschile Serie B girone E

SAMPRESS NOVA LORETO – INTEGRACONAD FOLIGNO 3 – 1

Punteggio: 25–23; 25–16; 20-25; 25-22

Loreto – Primo storico successo in serie B per la Nova Volley che stende Foligno con una prova autoritaria. Davanti ad una cornice di pubblico discreta, la formazione di coach Giannini ha trovato nella coppia di schiacciatori Ferrini e Nobili un punto di riferimento costante per la regia sempre lucida dell’ottimo Claudio Stella, e nei muri dei centrali Volpini e Marco Massaccesi un ostacolo temibile per gli attaccanti di Foligno.

Loreto – Claudio Stella

Gli ospiti si sono affidati agli ex perugini Fugati Pedoni e Conti. Partenza convinta degli ospiti con l’opposto biancoblù a colpire la ricezione di casa che comunque soffrirà poco, nel complesso, il servizio ospite grazie alla buona prestazione del libero Areni.

Loreto è sempre in scia. Il vantaggio arriva sul 22-21 grazie all’ace di Angeli entrato proprio per mettere in crisi la linea di ricettori umbri. Sul set poi Fuganti Pedoni mette out ed è 25-23.

Nel 2° set la Sampress va in fuga dall’avvio con i muri dell’implacabile Marco Massaccessi, saranno 7 alla fine del match i block-in vincenti del n.12. Scappaticcio cerca soluzioni in panchina ma il 25-16 regala il primo punto per la società neroverde.

Loreto – Coach Giannini della Nova Volley Loreto

Alla ripresa del gioco gli ospiti hanno una reazione d’orgoglio anche perché Loreto cala in battuta e registra qualche errore di troppo in attacco. Giannini offre il campo ad Oprandi, Silvestroni, Leoni e Luca Massaccessi ma solo Nobili resta sui suoi livelli ed il set va a Foligno 20-25.

Il 4° parziale è molto combattuto con grandi difese ed il pubblico si diverte. Sul 19-18 Giannini indovina la mossa vincente inserendo Martinez nel ruolo di opposto. L’ex Civitanova mette a segno due punti in attacco e un servizio molto ficcante. Il match point lo chiude una magia di Claudio Stella.

Alla fine grande festa per il popolo neroverde che si gode il successo meritato nato dal gioco e dall’attenzione in tutti i fondamentali. Sabato a Terni un altro test importante per misurare la consistenza anche esterna della Sampress.

SAMPRESS NOVA LORETO: Oprandi 0, Volpini 6, Areni (L1), Stella A. 4, Martinez 2, Massaccesi L.0, Angeli 1, Leoni (L2), Ferrini 18, Massaccesi M 11., Stella C. 6, Silvestroni 0, Nobili 19. All. Giannini

INTEGRACONAD FOLIGNO: Fuganti Pedoni 18, Noveski ne, Conti 18, Grillo (L), Piumi 1, Cascio 4, Merli 3, Beghelli ne, Stamegna ne, Salsi 3, Stoppelli 8, Saccone ne, Musone (L2), Mele 0. All. Scappaticcio

ARBITRI: Monini e Girolametti

PUNTEGGIO: 25–23; 25–16; 20-25; 25-22

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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