Nel test di Macerata la Nova fa bella figura ma esce sconfitta

Alla Marpel Arena si impone Montalbano per 3 - 1

Pallavolo serie B maschile

Loreto – “La pallavolo è un gioco nel quale i dettagli fanno spesso la differenza e contro la corazzata Montalbano che ha sfiorato la promozione in serie A l’anno scorso, paghiamo ancora lo scotto del noviziato”.

Così coach Romano Giannini ha commentato la sconfitta dei suoi per 3-1 alla Marpel Arena di Macerata nel quinto test amichevole del suo precampionato. Gli aspetti su cui la squadra ha i margini di miglioramento più grandi sono nell’approccio alla gara e nei punti finali.

Macerata – Coach Romano Giannini della Nova Volley Loreto

“Montalbano è partita subito forte come concerne ad una grande squadra mentre noi abbiamo impiegato un set a carburare – ha detto il coach – e a questo livello non puoi permetterti partenze ad handicap. Nel finale di secondo e quarto set ci siamo fermati sul più bello perdendo le nostre certezze e consentendo ai nostri avversari di aggiudicarsi il set. Nel terzo set, invece, siamo stati costanti e concentrati dal primo all’ultimo punto ed abbiamo vinto con merito”.

L’inesperienza è un difetto che si supera giocando e trovando convinzione nei propri mezzi. Ecco quindi che già mercoledì a Morciano ci sarà un nuovo test contro una squadra di pari categoria mentre sabato 7 ottobre, al Palaserenelli, in coda alla presentazione della stagione sportiva prevista per le 16, ci sarà l’ultimo test, di lusso, contro Volley Potentino, formazione di serie A2.

“Ripartiamo dalla buona tenuta complessiva della squadra che ha dimostrato di potersela giocare anche con una delle sicure protagoniste del girone e dallo stato di forma già buona di alcuni elementi – ha concluso Giannini – Abbiamo ancora due settimane di lavoro duro prima dell’esordio in campionato e lavoreremo forte per migliorare”.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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