Nel test di Macerata la Nova fa bella figura ma esce sconfitta

Alla Marpel Arena si impone Montalbano per 3 - 1

Pallavolo serie B maschile

Loreto – “La pallavolo è un gioco nel quale i dettagli fanno spesso la differenza e contro la corazzata Montalbano che ha sfiorato la promozione in serie A l’anno scorso, paghiamo ancora lo scotto del noviziato”.

Così coach Romano Giannini ha commentato la sconfitta dei suoi per 3-1 alla Marpel Arena di Macerata nel quinto test amichevole del suo precampionato. Gli aspetti su cui la squadra ha i margini di miglioramento più grandi sono nell’approccio alla gara e nei punti finali.

Macerata – Coach Romano Giannini della Nova Volley Loreto

“Montalbano è partita subito forte come concerne ad una grande squadra mentre noi abbiamo impiegato un set a carburare – ha detto il coach – e a questo livello non puoi permetterti partenze ad handicap. Nel finale di secondo e quarto set ci siamo fermati sul più bello perdendo le nostre certezze e consentendo ai nostri avversari di aggiudicarsi il set. Nel terzo set, invece, siamo stati costanti e concentrati dal primo all’ultimo punto ed abbiamo vinto con merito”.

L’inesperienza è un difetto che si supera giocando e trovando convinzione nei propri mezzi. Ecco quindi che già mercoledì a Morciano ci sarà un nuovo test contro una squadra di pari categoria mentre sabato 7 ottobre, al Palaserenelli, in coda alla presentazione della stagione sportiva prevista per le 16, ci sarà l’ultimo test, di lusso, contro Volley Potentino, formazione di serie A2.

“Ripartiamo dalla buona tenuta complessiva della squadra che ha dimostrato di potersela giocare anche con una delle sicure protagoniste del girone e dallo stato di forma già buona di alcuni elementi – ha concluso Giannini – Abbiamo ancora due settimane di lavoro duro prima dell’esordio in campionato e lavoreremo forte per migliorare”.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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