Nel derby una Sampress intonata suona Bontempi Ancona

Prova di grande spessore di tutto il collettivo della Nova Volley Loreto

pallavolo maschile serie B – 12ª giornata

Sampress Nova Volley Loreto – Bontempi Ancona 3-0

Loreto, 19 gennaio 2020 – La Sampress Loreto domina il derby e se lo aggiudica col massimo scarto con pieno merito, giocando una partita di grande qualità nella correlazione muro-difesa e al servizio chiudendo con 7 aces e 14 muri. Senza Spescha infortunato, coach Giannini si affida a Palazzesi ma trova in tutti gli effettivi la voglia di sovvertire il pronostico e fare suo il derby.

1° set

Loreto – da sx: Caciorgna, Nobili, Palazzesi

Nobili firma il primo vantaggio con ace e attacco (11-6) che costringe Giombini a fermare il gioco. Cremascoli mette in partita i suoi centrali e Loreto allunga. Entra Silvestrelli per Magini nelle file doriche (14-7). Palazzesi piazza l’ace (16-8) e Giombini sostituisce anche l’ex Ferrini con Clementi. La Sampress è in controllo e allarga il divario (20-11). Sul turno al servizio di Bugari Ancona rosicchia due punti ma Palazzesi capitalizza il lavoro della difesa (23-16). Poi è il turno di Albanesi a costringere coach Giannini a fermare il gioco. Il set si chiude 25-20 col pallonetto di Caciorgna.

2° set

Loreto – La grinta di coach Giannini

Alla ripresa Giombini conferma Silvestrelli per Magini. Rosa piazza due muri e firma il primo vantaggio ospite (3-6). Coach Giannini ferma il gioco per arginare il turno di Silvestrelli. Stoico col primo tempo chiude il break. Palazzesi mura il dirimpettaio Silvestrelli e Nobili chiude l’azione più lunga del match (9-11). Cremascoli piazza l’ace e Pasquali il primo tempo per la parità a quota 11. Col muro la Nova Volley va in fuga, prima Palazzesi poi Nobili. Rientra Magini per Silvestrelli (13-11). Clementi rileva Ferrini mentre Sabbatini entra per Albanesi. Pasquali timbra due muri in fila e sul 17-11 c’è il secondo timeout sempre col turno al servizio di Cremascoli che garantisce il break di 8-0 chiuso da Magini (17-12). Pasquali timbra ancora col block-in. La Bontempi chiede molto al suo servizio ma incappa in molti errori. Mazzanti in campo per Stoico regala un set point che Alessandrini chiude con l’ace.

3° set

Alla ripresa Stoico piazza un gran muro e Caciorgna l’ace per il 4-2. Magini riporta la parità a quota 5. Caciorgna firma il sorpasso col muro (9-8). La Bontempi allunga (10-14) e coach Giannini inserisce Alessandrini per Caciorgna. Si va punto a punto con gli ospiti sempre avanti di due (16-18). Mazzanti col muro porta Loreto in scia (21-23) e Giombini chiede tempo. Nobili timbra un altro muro. Palazzesi annulla un set point. Il secondo lo mette out Rosa (24-24). Bugari stringe troppo il diagonale e regala un match point alla Sampress che si gioca dopo il secondo timeout Giombini sul servizio di Mazzanti annullato da Rosa. Palazzesi ne procura un altro che Pasquali firma col muro nel tripudio del PalaSerenelli.

Il Tabellino

Sampress Nova Volley Loreto: Caciorgna 5, Pasquali 7, Cremascoli 3, Stoico 10, Torregiani, Alessandrini 1, Palazzesi 13, Carletti (l2), Ferri, Dignani (l1), Spescha, Mazzanti 3, Nobili 10. all. Giannini

Bontempi Ancona: Rosa 6, Galdenzi 4, Giombini A. (l), Silvestrelli 7, Albanesi 3, Angeli, Sabbatini 0, Clementi 1, Santini, Ferrini 9, Magini 7, Bugari 8. all. Giombini l.

punteggio: 25-20; 25-18; 27-25

arbitri: Tramba e Renzi di Chieti

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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