La Nova Volley si regala Leonardo Scuffia

Il presidente Massaccesi: “È il miglior opposto della serie B”

Loreto, 29 giugno 2018 – Che qualcosa bollisse in pentola nei piani della Nova Volley Loreto era chiaro ma non che la società del presidente Massaccesi riuscisse ad assicurarsi Leonardo Scuffia, classe 91, opposto di 201 cm proveniente dalla Medea Montalbano.

«È sempre stata una delle nostre primissime scelte nel ruolo – dice il presidente ripercorrendo le tappe – ma chiaramente il suo futuro era legato alle decisioni della sua società di appartenenza con la quale, peraltro, abbiamo eccellenti rapporti. Appurato dell’intenzione di acquisire il titolo di serie A2 e constatato che per questioni di lavoro il ragazzo non potesse sostenere l’impegno, abbiamo intavolato la trattativa che è stata semplice, stante la volontà di tutte le parti».

Loreto – Stretta di mano fra il presidente Massaccesi e Leonardo Scuffia

La diagonale palleggiatore-opposto Giuliani-Scuffia fa sognare i tifosi. «È chiaro che abbiamo fatto un importante salto di qualità anche in termini di esperienza – insiste il presidente Massaccesi – e con tutti gli altri ragazzi con i quali abbiamo già siglato l’accordo abbiamo un roster che manca di poche pedine».

«Scegliere Loreto è stato facile – ha aggiunto Scuffia al momento della stretta di mano – Conosco Romano Giannini, il presidente e diversi ragazzi della squadra. Per me era la soluzione ideale e sono contento di far parte di questa realtà che ha scritto pagine importantissime nella storia recente della pallavolo italiana. Non sono uno che si risparmia e prometto massimo impegno per raggiungere gli obiettivi che ci daremo».

Loreto – coach Romano Giannini

Per coach Romano Giannini un regalo inatteso: «Avevo grande fiducia nell’operato della società e non mi sbagliavo. Con l’ingaggio di Leo Scuffia abbiamo un riferimento importantissimo in un ruolo fondamentale, oltre che un’arma temibile sia a muro che al servizio».

Per completare il roster mancano ancora due schiacciatori, un centrale ed un palleggiatore. «Puntiamo al giusto mix di esperienza e giovinezza ma di certo posso dirlo fin d’ora, per la parte medio-alta della classifica ci sarà pure la Sampress», ha concluso il tecnico.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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