La Nova Volley dei record ha rotto il ghiaccio

Il presidente Massaccesi alla presentazione della nuova stagione: “Siamo nati da appena cinque anni ma oggi abbiamo numeri da grandi”

Loreto, 14 ottobre 2019 – Il percorso pensato e costruito dai dirigenti della Nova Volley si sta concretizzando anno dopo anno con numeri importantissimi.

Loreto – Franco Massaccesi, presidente della Nova Volley 14

Nel corso della presentazione della stagione sportiva di fronte alle istituzioni, le autorità e gli sponsor la società del Presidente Franco Massaccesi ha evidenziato una grande crescita. «Ci siamo posti l’obiettivo di offrire ai ragazzi pallavolo di qualità investendo su uno staff tecnico importante e affiancando un vice allenatore a tutti i gruppi giovanili – ha detto il presidente durante la serata di presentazione della nuova stagione – Posso dire con orgoglio che parteciperemo tra maschile e femminile a 13 campionati con 9 gruppi e a questi aggiungiamo 82 bambini che fanno parte del gruppo Cas che un tempo si chiamava minivolley».

Alla serata ha partecipato Don Paolo Volpe delegato da S.E. Mons. Fabio Dal Cin, Arcivescovo di Loreto. Un’ampia delegazione ha partecipato anche alla Santa Messa in Basilica domenica mattina. Presenti anche l’assessore regionale Moreno Pieroni, il presidente del Coni Marche Fabio Luna, Andrea Pietroni, presidente del Comitato Provinciale Fipav, l’assessore allo sport Luca Mariani in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Loreto e gli sponsor Sampress, Estego, Bruglia, Elettrozeta, Del Vicario, Vini Garofoli, Brutti, Adriatica Molle. Assente per impegni federali a Roma Marco Paolini che da questa stagione è consulente tecnico del settore giovanile maschile della Nova Volley.

Sul taraflex del PalaSerenelli spazio quindi a tutti i gruppi, dai piccolini del Cas alla squadra di serie B maschile che è il riferimento tecnico di tutta la famiglia Nova Volley accompagnati dai rispettivi allenatori. La squadra di Giannini è attesa giovedì 17 ottobre in casa all’ultimo test amichevole con inizio alle 19.30 contro la Goldenplast Civitanova, prima dell’esordio in campionato fissato per domenica 20 ottobre alle ore 17 contro Volley Gioia (BA).

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo