La Biagio galoppa con Cavaliere e azzoppa il Loreto

Eccellenza

 

Biagio  Nazzaro – Loreto 1 : 0

Biagio Nazzaro: Lombardi, Medici, Sampaolesi, Focante, Giovagnoli, Giampieri, Parasecoli, Rossini, Cavaliere, Serrani (74’Cecchetti), Alessandroni (33’Pieralisi).  All. Malavenda

a disp. Marziani, Liguori, Domenichetti, Cecchetti, Moreschi, Candura, Pieralisi.

Loreto: Tomba, Ciminari, Brugiapaglia (78’Petrini), Arcolai, Maruzzella, Barbaccia, Streccioni, Moriconi A., Garbuglia, Ristè (58’Camilletti D.), Agostinelli.  All. Moriconi

a disp. Guerrini, Mazzieri, Pigliacampo O., Grottini, Camiletti D., Petrini, Massaccesi.

Arbitro:  Bonci(Ps)            Assistenti: Caporaletti (Mc) Lanese (Fm)

Marcatori: 17 Cavaliere (B)

Angoli:  B.Nazzaro (10)  Loreto (2)

Note: Spettatori 300 ca

Ammonizioni: Ciminari (L), Gaimpieri (B), Maruzzella (L)

Biagio Nazzato - Loreto
Biagio Nazzaro – Loreto all’avvio

Chiaravalle. La Biagio Nazzaro supera di misura un opaco Loreto e replica la vittoria di mercoledì in coppa; ai biagiotti basta la rete di Cavaliere nel primo tempo per avere la meglio sui ragazzi di Moriconi.

Prima frazione di gioco dominata largamente dai padroni di casa, mentre il Loreto che presentava il neo acquisto Arcolai, difensore centrale di grande esperienza ex Ancona, Maceratese, Alma J.Fano, non riesce mai ad impensierire Lombardi ben coperto dall’ottima coppia di centrali difensivi Focante  e Giovagnoli che hanno lasciato pochi spazi agli avanti lauretani.

Al 17’ Biagio in vantaggio: Alessandroni pesca in area Cavaliere, colpevolmente lasciato solo, che batte imparabilmente Tomba. Palla al centro e Alessandroni si stira,  sostiuito da Pieralisi.

Al 25’ affondo di Cavaliere per Serrani che arriva in ritardo. Al 29’ ci prova Focante in girata, Tomba neutralizza. Il Loreto si vede al 40’ con Garbuglia che di testa impegna Lombardi.

A destra, Simone Cavaliere
A destra, Simone Cavaliere

La ripresa inizia sulla falsariga della prima frazione di gioco con il Loreto incapace di reagire, e la la Biagio Nazzaro che sfiora il raddoppio con Serrani e Parasecoli che da buona posizione non centra lo specchio della porta. Al 60’ l’unica vera occasione del Loreto per pareggiare con   Streccioni che, solo davanti alla porta, vede Lombardi opporsi alla grande e salvare il risultato.

Il resto dell’incontro vede i padroni di casa che con esperienza controllano le folate ospiti che non riescono mai ad essere  veramente pericolosi ed incisivi.

Nel Loreto buono esordio dell’esperto Arcolai, e gli avanti con le polveri decisamente bagnate; mentre ai biagiotti basta la rete di Cavaliere per portare a casa i tre punti che valgono il quarto posto in classifica. La coppia difensiva Focante e Giovagnoli su tutti.

 

La curiosità

 

Il pilota Biagio Nazzaro con la sua Fiat alla Targa Florio del 1922
Il pilota Biagio Nazzaro con la sua Fiat alla Targa Florio del 1922

La squadra di Chiaravalle, paese natale della Montessori, deve il nome della propria squadra di calcio a Biagio Nazzaro, centauro motociclistico torinese che tra il 1919 ed il 1922 vinse molte gare. Passato alle corse automobilistiche trova la morte nel 1922 durante il Gran Premio di Francia. I dirigenti marchigiani fondatori del sodalizio e appassionati di corse, battezzarono la società in suo onore lasciando sempre vivo ai posteri il ricordo del grande campione delle due e delle quattro ruote.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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