Cristian Areni e Luca Massaccesi lasciano la Nova Volley

Il ds Fulgenzi: “Due ragazzi d’oro”

Loreto, 13 giugno 2018 – In attesa di annunciare nuovi accordi che completeranno il roster, la Nova Volley ha voluto ringraziare altri due ragazzi che vanno a fare esperienza altrove dopo aver contribuito ai successi delle ultime stagioni.

Cristian Areni e Luca Massaccesi

«Per tutti i dirigenti della Nova Volley, non solo per i rispettivi papà con i quali condividiamo questa esperienza di gestire la società, Luca Massaccesi e Cristian Areni sono come due altri figli – ha detto il direttore sportivo Silvio FulgenziRagazzi bravi e buonissimi giocatori che hanno dalla loro parte anche la giovane età e la necessità di fare ulteriore esperienza in serie C per potersi confermare a questo livello. Chissà che in un prossimo futuro non possano ritornare a vestire la nostra maglia che, da loretani, anche loro sentono come propria».

Del resto il cartellino di entrambi resta alla Nova Volley che li cederà in prestito con l’accordo fra tutte le parti in causa.

Col il ds Fulgenzi facciamo il punto sul mercato: «La richiesta di ripescaggio in serie A2 che gli amici di Montalbano hanno presentato ha rallentato un po’ certe operazioni in diverse squadre compresa la nostra – ci ha detto – ma ora la situazione sembra chiarita. Nei prossimi giorni annunceremo l’ingaggio di almeno altri due nuovi giocatori con i quali siamo ai dettagli».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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