Cheddira castiga il Camerano

Loreto fa suo il derby

ECCELLENZA

LORETO – CAMERANO 3 – 0

LORETO: Tomba, Ciminari, Pigliacampo, Arcolai, Maruzzella, Camilletti D. (90’Petrini ), Streccioni, Moriconi A, Cheddira (85’Massaccesi ), Agostinelli (82’Ristè ), Brugiapaglia. All. Moriconi F.

A disp: Strappato,  Mazzieri, Ristè, Barbaccia, Petrini, Massaccesi, Camilletti M.

CAMERANO: Verdicchio, Santini, Angelici, Santoni M., Tombesi, Santoni E., Filippetti (85’Biagioli), Polzonetti, Donzelli, Santoni M.,  Bondi (65’Defendi),.All.Montenovo

A disp: Salvatore, Stella, Recanatini, Defendi, Biagioli, Cecchini, Polenta

Arbitro:   Biagini (Ps)                        Assistenti:  Cardinaletti (Jesi)  Caporaletti (Mc)

Marcatori:  35’Cheddira(L) 70’ autogol Santoni M.(L) 79’Streccioni (L)

Angoli: Loreto (4) Camerano (5)

Note:  Spettatori 150  ca

Ammoniti: Camilletti D.(L) Maruzzella (L)

 

Loreto. Un ottimo Loreto in tutti i reparti imbriglia il Camerano, e s’aggiudica con un secco 3 – 0 il derby. Incontro sentito da ambo le parti. Dopo i  primi minuti di studio,  al 25’ la prima occasione per gli ospiti con Filippetti che da buona posizione mette alto. Al 29’ ancora il Camerano pericoloso con Santoni M. che da fuori area colpisce la traversa.

L'esultanza di Cheddira dopo il gol del vantaggio iniziale
L’esultanza di Cheddira dopo il gol del vantaggio iniziale

Scampato il pericolo sale in cattedra il Loreto con  Cheddira, al suo esordio stagionale, che mette in subbuglio la retroguardia cameranese, e porta il Loreto in vantaggio al 39’ grazie ad un  colpo di testa che batte Verdicchio. Poi va sotto la tribuna a ricevere l’abbraccio dei tifosi. Gli stessi che prima dell’incontro hanno raccolto beni di prima necessità per i terremotati che si trovano alloggiati in città.

Alla ripresa delle ostilità si aspetta la reazione dei ragazzi di Montenovo, che però non riescono a cambiare il ritmo dell’incontro anzi, è il Loreto ad essere insidioso in contropiede al 54’ con Cheddira, oggi il migliore in campo, che s’invola sulla destra ed impegna Verdicchio che devia il tiro sui piedi dell’accorrente Agostinelli.

Due minuti dopo sempre Cheddira potrebbe raddoppiare, ma il portiere ospite fa il miracolo. Il gol però è nell’aria ed arriva puntuale al 70’: cross di Cheddira dalla destra, sfortunata deviazione di Santoni Michele che per anticipare Agostinelli mette la palla nella propria porta.

Un attacco del Loreto
Un attacco del Loreto

Timida reazione ospite con Filippetti, para Tomba. Al 79’ si chiude l’incontro con il tris siglato da Streccioni che dopo un batti ribatti in area ospite mette tutti d’accordo superando l’incolpevole Verdicchio. Da qui, fino al fischio finale, è solo accademia.

Un Loreto capace di bloccare le fonti del gioco ospite, e un Cheddira una spanna sopra tutti. Con la difesa che non ha rischiato niente. Il Camerano non è stato in grado di cambiare ritmo nei momenti in cui doveva recuperare, con un Bondi sottotono e una difesa incerta alcuni frangenti. L’unico in gradi d’impensierire i locali è stato Filippetti.

Dagli spogliatoi, Moriconi allenatore Loreto: «Grande prestazione, siamo riusciti a bloccare le loro fonti di gioco, dove hanno elementi di qualità che possono cambiare la partita in qualsiasi momento. Ora non  dobbiamo adagiarci ma dare continuità ai risultati. Già da domenica contro l’Urbania in trasferta, dove quest’anno abbiamo raccolto meno della passata stagione».

Montenovo, allenatore Camerano: «C’è rammarico per il risultato, pur giocando una buona partita soprattutto nel primo tempo. Purtroppo siamo stati penalizzati dagli episodi, non abbiamo disputato una grande partita ma non siamo stati inferiori all’avversario, malgrado il risultato dica il contrario anche nei numeri».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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