Battuta d’arresto in casa per la Sampress Nova Volley

Pallavolo maschile – serie B girone E – 3ª giornata

SAMPRESS NOVA VOLLEY LORETO – GIBAM FANO 1 – 3

Loreto, 29 ottobre 2018 – Nessun punto e qualche rimpianto per i due set point falliti nel 4° set per la Sampress Nova Volley, costretta a cedere l’intera posta ad un’ottima Gibam. I fanesi hanno confermato di avere tutte le caratteristiche della favorita al successo nel girone: qualità negli interpreti e nel gioco ma anche la consapevolezza di avere ambizioni da concretizzare.

Loreto – La Sampress Nova Volley 2018/2019

La Sampress comunque non esce ridimensionata dal confronto che non la vedeva certo favorita e al termine del quale resta la convinzione di essere in questo momento non alla pari con i quotati avversari. Archiviata la partenza falsa del primo set nel quale la squadra non è praticamente scesa in campo, nel prosieguo i ragazzi di coach Giannini hanno cominciato a carburare ottenendo e gestendo un buon vantaggio nel secondo, riequilibrando con merito il conto set.

Loreto – Coach Giannini della Nova Volley

Da qui in poi è stata partita equilibrata, con strappi da una parte e dall’altra. Dalla panchina della Sampress sono usciti Orazi e Angeli per dare manforte alle velleità neroverdi di fare lo sgambetto alla Gibam. La maggiore solidità e convinzione degli ospiti però, ha fatto la differenza soprattutto in chiusura di quarto set quando Loreto ha avuto due set point. Invece, ha subito un parziale di 4-0 nel momento decisivo che ha consentito a Fano di chiudere il match senza prolungarlo al tiebreak e senza dividere la posta.

Il Tabellino

SAMPRESS NOVA VOLLEY LORETO: Scuffia 21, Nobili 2, Stoico 9, Giuliani 2, Spescha 16, Massaccesi 4, Leoni (L1), Orazi 3, Torregiani 2, Alessandrini, Ferri 0, Angeli 0, Dignani (L2). All. Giannini.

GIBAM FANO: Graziani 17, Paoloni 9, Lucconi 14, Fellini 8, Salgado 14, Cecato 5, Iannelli (L1), Giorgi, Tallone, Mandoloni, Caselli, Mancinelli, Mazzanti, Pietropoli (L2). All. Radici.

Parziali: 14-25; 25-21 23-25; 24-26

Arbitri: Marani e Nampli

 

redazionale

 

 

 

 

 

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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