Alla settima si sblocca il Loreto

Campionato Eccellenza

 

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Loreto – Grottammare  2 : 1

LORETO: Tomba, Ciminari, Pigliacampo, Mazzieri, Maruzzella, Brugiapaglia, Streccioni, Ristè, (87’ Petrini), Garbuglia, Agostinelli, Massaccesi(60’Alessandrini).  All. Moriconi F.

A disp: Strappato, Santarelli, Grottini, Barbaccia, Alessandrini, Stoppini, Petrini.

GROTTAMMARE: Beni, Valentini D.(60’Egidi), Carminucci, Traini, Gibbs, Gridelli, Valentini G., Cocci (80’Ascani),  De Panicis, De Cesare, De Rosa. All.Morreale

A disp: Pirozzi, Egidi, Treccozzi, Joele, Vagnoni, Cameli, Ascani

Marcatori: 3’ Agostinelli, 44’ De Rosa, 64’ Streccioni

Arbitro:   Castelli (Ap)                        Assistenti:  Ripanti (An) Bellagamba (Mc)

Angoli: Loreto (3) Marina (7)

Note:  Spettatori 100  ca.

Ammoniti: Maruzzella(L), Gibbs (G), Traini(G), Pigliacampo(L), De Rosa(G), De Panicis (G)

Dopo sette turni è arrivata la prima vittoria in campionato del Loreto, i mariani hanno superato il Grottammare, dopo un incontro tirato che ha visto le due compagini affrontarsi a viso aperto.

Per il Loreto l’incontro si mette subito in discesa grazie alla rete al 3’ di Agostinelli che dal limite dell’area trafigge Beni, gli ospiti subiscono il colpo, ma il tempo di riorganizzarsi e prendono  le redini del centrocampo con Cocci e De Cesare, mentre il Loreto agisce in contropiede.

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Nella parte centrale del tempo, la partita s’infiamma: il Grottammare sfiora il pari prima con De Panicis servito da Valentini G., poi con De Rosa che non centra lo specchio della porta , mentre il Loreto potrebbe raddoppiare  al 25’ con un contropiede di Agostinelli che serve l’accorrente Massaccesi che dal limite impegna Beni.

Al 29’ capitan Garbuglia da fuori area sfiora il palo. Scampato il pericolo gli ospiti si riversano nella metà campo dei padroni di casa ed al 44’ arriva il meritato pareggio con De Rosa che su cross di Valentini G., anticipa tutti di testa e supera Tomba.

La ripresa inizia con le squadre più coperte ed il gioco stenta a decollare, ma al 64’ cambia la partita, con i lauretani che si riportano in vantaggio con Streccioni che dall’altezza del dischetto del rigore batte Beni, dopo un’azione nata da un cross di Brugiapaglia che sfiora Garbuglia.

Lo stesso capitano al 70’ su punizione impegna Beni, un minuto dopo il Grottammare ha sui piedi di Valentini G., tra i migliori in campo, l’occasione per pareggiare, ma Tomba fa il miracolo e respinge il tiro. Finale nervoso con i padroni di casa che stringono i denti mentre gli ospiti non riescono più a trovare il guizzo vincente, al fischio finale i giocatori del Loreto tutti sotto la Nord a festeggiare con i tifosi che li  hanno incitati per tutto l’incontro.

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Nel Loreto Agostinelli una spanna sopra gli altri, senza dimenticare Tomba che salva il risultato. Nel Grottammare tutti i reparti hanno giocato bene, con una menzione particolare per Valentini G. e De Panicis.

Per il Loreto prossima settimana all’insegna della Biagio Nazzaro; mercoledì al Salvo D’Acquisto ritorno di coppa, andata vinta dai biagiotti 3-2, e domenica di nuovo contro la squadra di Chiaravalle per l’ottava di campionato.

 

Dagli spogliatoi:

 

Morreale, allenatore Grottammare: «Peccato aver perso, per il gioco espresso avremmo meritato il pareggio, purtroppo oggi ci hanno punito gli episodi, devo comunque fare i complimenti ai miei giocatori per come hanno reagito dopo lo svantaggio iniziale, e per come hanno condotto l’intera gara».

Moriconi, allenatore Loreto: «Ci portiamo a casa questi tre punti, pur riconoscendo la bella prestazione del Grottammare che forse avrebbe meritato il pari, ma va bene così, la vittoria fa morale e ci porta  in classifica in zone più tranquille; ora dobbiamo recuperare alcuni giocatori per avere più soluzioni in tutti reparti, considerando che oggi a centrocampo giocavano due terzini


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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