A Loreto festa e sport per il Terzo Criterium giovanile di boxe

Un centinaio i giovanissimi pugili provenienti da S. Benedetto, Fermo, Fano, Loreto, S. Severino, Collemarino e Ascoli

Loreto, 31 maggio 2022 – L’appuntamento era in Piazza della Madonna, di fronte al Santuario Loretano, ma a causa del maltempo il Terzo Criterium giovanile di boxe delle Marche è stato spostato nella tensostruttura vicino la Stazione di Loreto.

La mattinata uggiosa è stata comunque illuminata dal sorriso dei giovanissimi atleti che, al seguito dei propri maestri, hanno partecipato all’evento sportivo organizzato dalla società Boxing Academy Loreto guidata dal maestro Alessandro Cossu.

Loreto – Giovani atleti della Pugilistica 1923 di San Benedetto del Tronto

Sette le società partecipanti provenienti da diverse province marchigiane: l’Accademia Pugilistica 1923 di San Benedetto del Tronto, La Nike di Fermo, La Pugilistica Feretrana di Fano, l’Academy Boxing di Loreto, l’Accademia Pugilistica Settempedana di San Severino, la Nuova pugilistica di Collemarino e l’Ascoli Boxe. Ospite d’eccezione è stato il campione italiano dei pesi super leggeri Charly Metonyekpon che per l’occasione, tra un selfie ed un altro richiesti dai presenti, si è prestato anche a fare l’assistente all’angolo dei pugilini.

Loreto – da sx, il presidente Fpi Marche Luciano Romanella, il campione italiano Charly Metonyekpon, don Luca Ferro, il presidente Coni Marche Fabio Luna

Dopo la cerimonia di apertura tenuta dal presidente del Comitato regionale Fpi Luciano Romanella, don Luca Ferro, delegato dal Vescovo di Loreto Fabio Dal Cin, ha impartito la benedizione ai piccoli atleti, ai loro maestri e genitori presenti. Sono intervenuti anche il sindaco di Loreto Moreno Pieroni ed il presidente del Coni marchigiano Fabio Luna che dopo i saluti ai presenti hanno voluto esaltare lo sport, in particolare il pugilato quale attività che insegna il rispetto delle regole e l’avversario, prima ancora della forza e la competizione.

Per tutta la mattinata i giovanissimi pugili, circa un centinaio, si sono confrontati nelle gare miste ludico-sportive, sotto il controllo del giudice-arbitro federale Elisa Pecorari, con prove su coordinazione e tecnico tattica, suddivisi per età nelle quattro qualifiche del Criterium: cuccioli (5-7 anni), cangurini (8-9 anni), canguri (10-11 anni), allievi (12-13 anni).

Al di là dei risultati conseguiti dai singoli, tutti i giovani pugili partecipanti hanno dato il massimo nelle prove propedeutiche alla pratica del pugilato, in un clima di festa e di gioia che traspariva dai loro volti. A tutti sono stati consegnati trofei e medaglie in ricordo della manifestazione.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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