Vigor Castelfidardo sprecona. Un guizzo di Ortolani in mischia piega il Piobbico.

PROMOZIONE girone A

 

VIGOR CASTELFIDARDO – PIOBBICO  1 : 0

Castelfidardo. Un gol di Ortolani. Tanto basta alla Vigor Castelfidardo  per superare l’Audax Piobbico. Un gol arrivato quasi allo scoccar della mezz’ora del secondo tempo, dopo una partita che ha visto un largo dominio della squadra di Marincioni.

La formazione della Vigor Castelfidardo stagione 2016 - 2017
La formazione della Vigor Castelfidardo stagione 2016 – 2017

Ortolani protagonista all’inizio e alla fine. Perché a inizio partita il numero cinque fidardense sfiora di testa il gol del vantaggio. E’ una Vigor padrona del campo quella che si vede nello stadio locale all’esordio casalingo in campionato. Pennacchioni in due occasioni è pericoloso, poi è Mossotti a non riuscire a inquadrare la porta.

Nel secondo tempo continua la pressione dei padroni di casa che reclamano anche un calcio di rigore per un tocco di braccio in area di rigore ospite su conclusione di Magi. Il gol vittoria al 28’: punizione dal limite di Pennacchioni e Ortolani, in mischia, infila Rossi per la rete decisiva.

‘’Una vittoria meritata – il pensiero di mister Maurizio Marincioni – Il risultato è stato giusto. Abbiamo disputato una partita di buona caratura con un dominio quasi assoluto per tutta la gara. Abbiamo creato molte occasioni, ma non siamo riusciti a concretizzarle un po’ per la bravura del portiere del Piobbico, un po’ per una certa imprecisione dei nostri attaccanti’’.

Alla fine va bene quel che finisce bene. Sabato trasferta sul campo del Moie Vallesina.
VIGOR CASTELFIDARDO: Martino, Cervellini, Maggiori (40’ st Vergani), Pucci, Ortolani, Carini, Daidone, Magi, Mossotti (16’ st Piccini), Gigli (31’ st Bartomeoli), Pennacchioni.  All. Marincioni

PIOBBICO: Rossi, Martinelli, De Sirena J. (20’ st Scardacchi), Pupita, De Sirena G., Pistola, Stefani (30’ st Cencioni), Capi, Silvestri, Valenti, Luzi. All. Stocchi
Arbitro: Gagliardi di San Benedetto
Rete: 28’ st Ortolani


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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