Superbike Bravi Platforms team, trasferta magica a Nalles

Giulia Rinaldoni vittoriosa fra le allieve di primo anno

Castelfidardo, 14 aprile 2021 – Un  weekend da urlo per la Superbike Bravi Platforms Team alla Marlene Sudtirol Sunshine race, terza prova degli Internazionali d’Italia valida anche per il campionato italiano giovanile.

«Correre alla Legend Cup di Capoliveri ci era sembrato il massimo, ma a distanza di una settimana abbiamo vissuto a Nalles un’altra esperienza entusiasmante: seicento partecipanti, i migliori dieci del ranking mondiale in lizza sia nel settore maschile che femminile, un percorso che per fascino e difficoltà tecnica è equiparabile alle tappe monumento del ciclismo su strada», riassume il presidente Rossano Mazzieri.

Una bella trasferta condivisa con gli amici della polisportiva Morrovallese con i quali si è festeggiata la vittoria di Giulia Rinaldoni tra le allieve di primo anno, nella categoria ove Alice Mazzieri ha chiuso al 17° posto.

Sul tracciato ricavato nell’ambiente naturale dei vigneti e meleti tipici dell’Alto Adige, che esige ritmo ed energia per affrontare i cambi di pendenza, i tesserati della società fidardense hanno conseguito risultati in linea con le attuali potenzialità e condizioni: nona Sofia Bartomeoli tra le esordienti di secondo anno, 35esima Nefelly Mangiaterra tra le donne under, 38a Angela Campanari tra le donne elite, 40° posto per Manuel Figuretti tra gli esordienti di primo anno, 69° Riccardo Cervellini tra gli esordienti di secondo anno.

Rossano Mazzieri, presidente Superbike Bravi Platforms Team

«Va bene così – dice il presidente Mazzieri – vedere i nostri ragazzi gareggiare in un parterre di livello mondiale assoluto è la più grande soddisfazione possibile nell’ottica di una progressiva crescita verso l’obiettivo principale: il campionato italiano di Pergine Valsugana di inizio giugno».

La Superbike Bravi Platforms team tornerà in pista ad Esanatoglia per il Santoporo XC, tappa inserita nei calendari nazionali giovanili, di cui è organizzatrice. Al via ci saranno gli atleti convocati dal diesse Patrizia Biondini, mentre Campanari e Mangiaterra dovranno attendere il 25 aprile per l’Italia Bike Cup a Caneva (Pordenone) e il 2 giugno per la prossima tappa in Valle di Casies degli Internazionali d’Italia series.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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