Serie D – Castelfidardo, ko anche contro il Monticelli

Decide un gol di Iotti nel primo tempo

Serie D girone F
Monticelli – Castelfidardo 1 – 0

Monte San Giusto. Il Castelfidardo non apre bene il nuovo anno. In tutti i sensi. Perché incassa ancora una sconfitta, la seconda consecutiva in trasferta non potendo contare su tutti gli effettivi per via di influenza e infortuni.

Monticelli - Castelfidardo, l'entrata in campo delle squadre
Monticelli – Castelfidardo, l’entrata in campo delle squadre

‘’Non si può dire quanto abbiano pesato le assenze, sicuramente avremmo avuto una possibilità in più dal punto di vista dei cambi. Siamo mancati nella trequarti dove abbiamo sprecato vari palloni e non siamo stati attenti in occasione del gol subito. In una partita dove l’episodio, l’attenzione e la cattiveria fanno la differenza’’ chiosa mister Roberto Cappellacci a fine partita.

Invece niente da fare per il Castelfidardo a cui la buona volontà e l’impegno,  anche se per lo più nella parte finale del match, non bastano per impattare contro la squadra ascolana.

Che gioca un bel primo tempo contro un Castelfidardo che deve fare a meno di Galli, Maisto, Alessandrelli, Sivestri, per infortunio di Testoni e Gramazio e con Soragna e Lodi a mezzo servizio.

Il Monticelli in neanche mezz’ora colpisce prima una traversa e poi segna il gol vittoria con Iotti che si sinistro, da pochi passi, non lascia scampo a Carnevali che aveva respinto corto un tiro di Negro, l’ultimo arrivato in casa Monticelli, una spina nel fianco per la squadra biancoverde.

Un'immagine dell'incontro di andata (foto Andrea Coletta)
Un’immagine dell’incontro di andata (foto Andrea Coletta)

Fatica il Castelfidardo soprattutto nel reparto avanzato. Il Monticelli ha varie occasioni per raddoppiare sia nella frazione iniziale che nello scorcio iniziale di ripresa. Secondo gol evitato anche per buone parate di Carnevali. Con l’entrata di Soragna la squadra di Cappellacci si rende più pericolosa.

Nel finale di partita cerca in tutti i modi di pervenire al pareggio. Ci prova Berardi impegnando Marani alla deviazione in angolo. Poi è la volta di Albanesi, ma non arriva il guizzo del pari. Altra delusione per i tifosi fidardensi che non hanno fatto mancare il loro incitamento neanche a Monte San Giusto.

Per la nona sconfitta del Castelfidardo in una prima giornata del girone di ritorno che ha visto quattro partite rinviate per neve: Matelica-Alfonsine, Campobasso-Pineto, Olympia Agnonese-Romagna Centro e Fermana-San Nicolò.

Fermana che sarà di scena domenica a Castelfidardo. La prima della classe per un altro impegno tosto per la formazione fidardense.

MONTICELLI: Marani, Aloisi, Pierantozzi, Sosi, Terrenzio, Castellana, Negro (80′ Iannascoli), Bracciatelli, Giovannini (76′ Filiaggi), Iotti, Wade. A disp. Orsini, Vallorani, Amelii, Gesuè, Cocchieri, Lancianese, Nazziconi. All: Iachini (Stallone squalificato)

CASTELFIDARDO: Carnevali, Bordi, Negro (76′ Massi), Lodi (53′ Soragna), Filipponi, Silletti, Sassano, Pigini, Marconi, Berardi, Albanesi. A disp.  Falaschini, Marchetti, Tombolini, Buffarini.All. Cappellacci

Arbitro: Bianchini di Perugia

Rete: 25′ Iotti


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

© riproduzione riservata


link dell'articolo