Romagna da dimenticare per il Castelfidardo

Anche da Alfonsine i biancoverdi escono sconfitti

Serie D girone F

Alfonsine – Castelfidardo 3-0

Alfonsine. Da San Mauro Pascoli ad Alfonsine non cambia molto per il Castelfidardo. Ancora una sconfitta per i fidardensi che rimediano un altro cartellino rosso: questa volta finisce anzitempo negli spogliatoi Silletti.

Silletti, oggi finito anzitempo negli spogliatoi
Silletti, oggi finito anzitempo negli spogliatoi

Passivo più pesante per i ragazzi di De Angelis rispetto all’altra trasferta. E pensare che l’Alfonsine era una squadra alla portata di quella biancoverde. Addirittura la formazione di Candeloro era reduce da quattro sconfitte consecutive schierando – viste le varie defezioni – due classe 1999. Una società che punta molto sul settore giovanile con tanto di affiliazione al Cesena. Il Castelfidardo invece era reduce dalla vittoria contro la prima della classe Agnonese che oggi è tornata alla vittoria addirittura rifilando tre gol al Matelica.

In una settimana è cambiato tutto o quasi. Perché il Castelfidardo – nonostante l’assenza di Lodi – parte bene. Capitan Pigini – di ritorno dalla squalifica – e Tombolini creano due palle gol. Il Castelfidardo si guadagna nel primo quarto d’ora anche tre calci piazzati dal limite. Al 18’ però ecco il vantaggio locale: Tosi fa fuori due difensori ospiti e con un rasoterra a fil di palo infila De Gennaro in uscita.

La reazione fidardense è sulla testa di Soragna nel primo tempo, sul colpo di tacco e ancora sulla testa sempre dell’attaccante piemontese nella ripresa, ma Calderoni fa buona guardia. Al 20’ l’episodio che sancisce il ko per il Castelfidardo. Il fallo in area di Silletti, la doppia ammonizione con conseguente espulsione del centrale difensivo e il penalty segnato da Tosi che sigla la doppietta personale. L’espulsione di Salomone da poco entrato ristabilisce la parità in campo, ma il pareggio per il Castelfidardo rimane un miraggio.

Anzi la squadra fidardense subisce anche il terzo gol in contropiede con Manuzzi che fissa il punteggio sul definitivo 3-0. E domenica altra trasferta per i fidardensi ancor più difficile: in casa della Vastese prima in classifica assieme all’Agnonese.

ALFONSINE: Calderoni, Ricci Maccarini, Magliozzi, Manuzzi, De Luca, Chmangui, Lanzoni (87’ Bajrami), Lombardi (79’ Rosetti), Magri, Innocenti, Tosi (72’ Salomone). All. Candeloro

CASTELFIDARDO: De Gennaro, Massi (79’ Alessandrelli), Testoni, Bordi, Silletti, Filipponi, Tombolini (60’ Albanesi), Pigini, Soragna, Gaeta, Maisto (70’ Kameni).  All. De Angelis.

Arbitro: Gioviani di Termoli

Reti: 18’ e 66’ (r) Tosi, 93’ Manuzzi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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