Riparte il ciclismo juniores con il 6° trofeo Garofoli Porte

Sabato 1 agosto a Castelfidardo 220 fra i migliori della categoria. Organizza lo Sporting Club Sant’Agostino

Castelfidardo, 27 luglio 2020 – Dopo mesi di stop, senza l’ebbrezza delle gare ma solo con chilometri di allenamenti, anche il ciclismo cerca di tornare ad una possibile normalità. Per gli appassionati e gli addetti ai lavori la data del 1° agosto sarà una di quelle da cerchiare in rosso.

Torna infatti il ciclismo su strada per Juniores con il 6° Trofeo Garofoli Porte, che lo Sporting Club Sant’Agostino organizza nella città della fisarmonica. Una delle prime gare a disputarsi sul territorio nazionale. Un segnale importante pur con le necessarie attenzioni che il Covid 19, e le stringenti regole federali, ora impongono.

Una data tanto attesa dai giovani corridori italiani di categoria anche perché quella di Castelfidardo sarà l’unica gara nazionale per Juniores prevista in tutta Italia. La Federazione ha nel frattempo consentito, in via transitoria fino al 30 settembre, il superamento del numero dei partenti concesso. Così, dei 176 previsti dai vecchi regolamenti sarà possibile consentire il via a 220 unità. Un numero imponente subito centrato a Castelfidardo.

Castelfidardo – Il trionfo di Gianmarco Garofoli in maglia tricolore nell’edizione 2019

All’evento, che verrà sicuramente monitorato dalla Federazione per valutare l’efficacia e le possibili problematiche del nuovo protocollo di gara, saranno presenti tutte le migliori formazioni italiane. A partire dalla LVF che annovera fra le sue fila il campione italiano diciottenne, fidardense, Gianmarco Garofoli.

Ripartire proprio dalla sua città con indosso la maglia tricolore rende questo appuntamento ancor più suggestivo per lui. Ed è inutile dire che i pronostici, nonostante il parterre di primissimo piano e questo lungo lockdown, lo vedono ancora una volta tra i favoriti di giornata (dopo il successo anche nell’ultima edizione con un poderoso gioco di squadra).

Saltata per quest’anno l’organizzazione della Due Giorni Marchigiana per Under 23 ed Elite, il presidente Bruno Cantarini (affiancato da Luciano Angelelli ed Albino Cittadini), ha voluto regalare agli amanti delle due ruote almeno questo appuntamento riservato agli Juniores (17/18 anni).

Per la gara di riapertura dell’attività agonistica sulle strade marchigiane saranno presenti 45 squadre provenienti da 14 diverse regioni italiane. Un ampio parterre che vedrà al via almeno 20 corridori in possibile odore di maglia azzurra. Una rarità vederli gareggiare tutti insieme. Oltre Gianmarco Garofoli ed i compagni di squadra D’Aniello e Islami, il CT azzurro terrà sotto la lente d’ingrandimento pure Vacek, Cometti, Balestra, Calì, Piras, Gimignani, Germani, Paties, De Pretto, Montefiori, Peschi, Butteroni, Dignani, Marziale e De Laurentiis.

Il via del 6° Trofeo Garofoli Porte è previsto alle 14.30 su una distanza di 126,3 Km con la direzione di corsa affidata a Sergio Latini e Giorgio Antonelli. Giuria presieduta da Giulia Marrone, componenti: Angelantonio Cocca, Gianluca Menicucci, Andrea Lista e Biagio Montesano.

Dopo i primi dieci giri completamente pianeggianti di km 6,2 ciascuno (che interesseranno Cerretano, Bivio Laghi e Brandoni), ne sono previsti altri 7 ognuno di km 8,4 che toccheranno anche Via Che Guevara, Via Montessori (dove sarà posizionato al 3°, 4° e 5° passaggio il gran premio della montagna), Via Alighieri, Via Jesina, Bivio Laghi, Cerretano.

Percorso molto tecnico ed impegnativo che regalerà, come tradizione, uno spettacolo avvincente fino all’ultimo centimetro d’asfalto.

FORMAZIONI PARTECIPANTI

ABRUZZO: Big Hunter Beltrami TSA Seanese, Vini Fantini-Sportur-Free Bike, Pitti Shoes Cicli Taddei.

CAMPANIA: CPS Professional Team, Daniello Cycling Wear, U.C. Giorgione Ven Cam.

EMILIA ROMAGNA: ASD SC Reda Mokador Pedale Chiaravallese, S.C.D. Sidermec – F.lli Vitali, Cycling Team Nial Nizzoli, Italia Nuova Borgo Panigale, ASD Team Alice Bike – Myglass, Deka Riders Team Bike Romagna.

FRIULI: ASD Borgo Molino Rinascita Ormelle.

LAZIO: AS Roma Coratti.

LIGURIA: Team Casano.

LOMBARDIA: Team LVF, Team Giorgi A.S.D., Aspiratori Otelli Cadeo Carpaneto, S.C. Capriolo ASD, P.&G Junior Team, Canturino 1902 A.S.D.

MARCHE: Team LVF, A.S.D. Team Ciclistico Campocavallo, S.C.A.P. Trodica di Morrovalle, A.S.D. SC Reda Mokador Pedale Chiaravallese, S.C.D. Sidermec – F.lli Vitali.

PIEMONTE: Rostese Giant, P&G GB Junior Team, B.C. 2000 Borgomanero.

PUGLIA: CPS Professional Team, ASD Ciclo Team Laerte.

TOSCANA: Valdarno Regia Congressi Seiecom, Big Hunter Beltrami TSA Seanese, Team Work Service Romagnano, Team Franco Ballerini Toscano Giarre, Team Fortebraccio, Team Casano.

TRENTO: Campana Imballaggi.

UMBRIA: Forno Pioppi, ASD U.C. Foligno, Team Fortebraccio.

VENETO: Sanvendemiano Cycling Team, Team Wilier Chiara Pierobon, Team Work Service Romagnano, UC Giorgione Ven Cam, C.S. Libertas Scorzè, ASD Borgo Molino Rinascita Ormelle.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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