Remuntada Vigor Castelfidardo!

Mossotti trascina avanti i compagni in Coppa

COPPA ITALIA PROMOZIONE

 

Vigor Castelfidardo – Villa Musone 3 : 0

Castelfidardo. E’ la Vigor Castelfidardo a proseguire la corsa in Coppa Italia di Promozione. Sono stati più bravi e determinati i ragazzi fidardensi nelle due sfide da dentro o fuori, durate oltre 180’, divise in partite di andata e ritorno. La formazione di Marincioni sconfitta all’andata a Recanati per 3-2, ha ribaltato sul terreno amico il risultato con una grande prestazione. Tre gol segnati con la propria porta rimasta inviolata.

Vigor Castelfidardo, Villa Musone
Vigor Castelfidardo, Villa Musone

Più convinzione nella Vigor a cui la partita si mette subito sui binari giusti. Dopo una decina di minuti l’autogol di Capra – che infila il proprio portiere con un pallonetto beffardo  – spinge in vantaggio la formazione di casa già vicina alla realizzazione in precedenza con Mossotti.  Il Villa Musone si fa vedere dalle parti di Martino solo nel finale della prima frazione: ci prova Lombardi, ma il numero uno di casa respinge con i pugni.

Nella ripresa Mossotti e compagni mettono al sicuro il risultato. Prima con Magi, dopo appena cinque minuti dall’inizio del secondo tempo,  che chiude al meglio una triangolazione con Mossotti, quest’ultimo uno dei più attivi degli undici di mister Marincioni. Nel finale la Vigor mette in cassaforte risultato e qualificazione con la realizzazione di Piccini che chiude definitivamente i conti.

VIGOR CASTELFIDARDO: Martino, Quintili (37’ st Massetti), Cervellini, Ortolani, Dignani, Carini, Vergani, Magi, Mossotti (20’ st Daidone), Gigli (38’ st Polzonetti), Piccini. A disp. Alessandroni, Pucci, Bartomeoli, Cerusico. All. Marincioni

VILLA MUSONE: Cingolani, Girotti, Perna, Fornari, Lombardi M., Capra, Tonuzzi (24’ st De Martino L.), Lombardi T. (14’ st Mascambruni), De Martino E., Borgognoni, Sampaolesi (4’ st Agostinelli). A disp. Barbini, Piccinini, Moglie, Leonardi. All. Mancinelli

Arbitro: Cleri di Pesaro

Reti: 11’ pt Capra (autogol), 5’ st Magi, 45’ st Piccini


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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